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Sanità - Belcolle - E il direttore generale della Asl Adolfo Pipino non ne sa niente - Malerba (Cisl): "E' la conseguenza dello smantellamento delle altre strutture della provincia"

Mancano le barelle, pronto soccorso in tilt

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Mario Malerba

Mario Malerba (Cisl Funzione pubblica)

Adolfo Pipino

Adolfo Pipino, direttore generale della Asl

Mancano le barelle, pronto soccorso in tilt. Giornata di fuoco quella di ieri per gli operatori sanitari.

Al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle di Viterbo, almeno per tutta la mattinata, le barelle non bastavano ad accogliere le decine di paziente che avevano bisogno di soccorso o assistenza.

Una situazione di una gravità inaudita che la dice lunga sullo stato della sanità viterbese. E tutto sulla pelle dei cittadini che pagano le tasse.

“Ieri mattina al pronto soccorso c’era il caos – racconta Mario Malerba della Cisl Funzione pubblica -. Sicuramente può capitare che ci siano giorni più “pieni” degli altri. Le malattie e le urgenze non si prevedono certo, ma un problema c’è e deriva dalla politica e dal modo completamente assurdo nel quale sta gestendo la sanità del Viterbese e del Lazio in generale”.

Secondo il segretario della Cisl Funzione pubblica il sovraffollamento di Belcolle non può che derivare dallo smantellamento delle altre strutture della Provincia. “Se i pronto soccorso degli altri paesi della Tuscia vengono depotenziati o chiusi – continua Malerba – è chiaro che tutti i pazienti devono riversarsi su quello del capoluogo rendendo la situazione al limite del gestibile agli addetti ai lavori. Con la politica della chiusura cosa volevamo aspettarci? E chi rischia sono sempre i cittadini, per giunta malati in questo caso”.

Belcolle, poi, ha già dei problemi interni a monte che ora vanno a sommarsi con questo flusso maggiorato dalle carenze degli altri ospedali. “Non dimentichiamoci – precisa Malerba – che la struttura di Viterbo non è mai stata completata. Sono ormai 40 anni che attendiamo il termine dei lavori. Abbiamo un ospedale ormai vecchio ma, ironia della sorte, non ancora finito”.

Ma c’è chi sostiene che le urgenze a volte sono inaspettate. Ecco come spiega l’accaduto il direttore sanitario di Belcolle. “Ieri mattina – afferma Giuseppe Cimarello – l’affluenza è stata a dir poco straordinaria. Le ambulanze a nostra disposizione sono dieci e tutte erano impegnate per dei malori. In più era al lavoro anche l’eliambulanza. Incidono sicuramente i malanni di stagione, come l’influenza, o le conseguenze delle abbuffate delle festività natalizie. Almeno due interventi, infatti, erano per delle coliche”.

All’oscuro della vicenda, invece, il direttore generale Adolfo Pipino. “Non posso essere onnipresente – ha risposto Pipino infastidito al telefono –. Non sto tutti i giorni a Belcolle e non sapevo che ci fossero stati queste difficoltà. Maggiori dettagli li conosce il direttore sanitario. Non posso mica sapere sempre tutto…”.

Qualche domanda per Pipino si pone: ma perché viene lautamente e profumatamente pagato se non sa neppure cosa accade nel più grande ospedale della Tuscia? Perché non si dimette se non è in grado neppure di tenere sotto controllo l’ospedale di Belcolle?


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31 dicembre, 2011

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