Riceviamo e pubblichiamo – Anche quest’anno i presepisti della parrocchia S. Leonardo Murialdo di Viterbo dopo alcuni mesi di lavoro hanno presentato il tradizionale presepio artistico in stile palestinese di scuola spagnola caratterizzato, come consuetudine, da una scrupolosa attenzione alla prospettiva, agli ambienti, all’illuminazione e ai particolari.
Il presepio presenta più scenari che si fondono tra loro evidenziando diversi aspetti della società palestinese del tempo.
Da destra verso sinistra si osservano: case padronali servite da un pozzo e affiancate da un mercante di tappeti e stoffe intento nella vendita, un maestoso arco a ferro di cavallo in terzo piano che rappresenta l’ingresso al paese. Da qui giungono, scendendo dalle case delle montagne di sfondo, diversi personaggi con i doni da offrire al bambinello. Due antichi soldati romani parlano tra loro in mezzo alla via noncuranti di creare intralcio al passaggio.
Il paesaggio si trasforma con naturalezza in un caseggiato più misero in cui spicca, illuminata da una luce più intensa, la natività: Maria osserva Giuseppe con in braccio il bambinello. Numerose pregiate statuine circondano poi la stalla, pezzi unici realizzati da artigiani spagnoli. Tra queste da ammirare sono i tre re Magi in stile spagnolo, eseguite eccezionalmente da un artigiano napoletano.
Successivamente il povero caseggiato si sviluppa con delle viuzze che si sottraggono alla vista addentrandosi misteriosamente nei meandri del villaggio, dalle quali discendono verso la stalla della natività altri personaggi.
Gli effetti luminosi sono come sempre notevoli: l’alternarsi del giorno e della notte con alba e tramonto da cartolina, il passaggio in cielo della cometa e degli angeli, le nuvole che si muovono trasportate dal vento in un cielo stellato. L’illuminazione del borgo, quest’anno è arricchita da una serie di lanterne installate nei muri delle pubbliche vie.
Il presepio di scuola spagnola, come quello realizzato, va osservato con molta attenzione per poter godere a pieno dei particolari che, oltre a proporre delle scene della vita nella Palestina di allora, danno movimento a tutto il paesaggio.
Alcune di queste, senza dire dove si trovano per non togliere il piacere al visitatore, sono rappresentate dai piccioni che si riposano sul tetto di un’altana; da una donna che ha steso su un terrazzo il suo tappeto e lo osserva seduta riposandosi dai lavori domestici.
Un’altra donna che si avvia verso casa con una brocca d’acqua prelevata dal pozzo sulle spalle, dal venditore di tappeti e stoffe, dalle lanterne per l’illuminazione pubblica, che si accendono misteriosamente senza che si notino fili di rame e che sono legate ad una corda che permetteva all’addetto di abbassarle per rifornirle di petrolio, dalle ceste in vimini all’interno della stalla della Natività, dagli anfratti delle case utilizzati come deposito per le cataste di legno.
Sulla sinistra del presepe un monitor da modo ai visitatori di ammirare una galleria fotografica delle opere realizzate negli ultimi 25 anni, offrendo loro la possibilità di confrontare i presepi con un virtuale viaggio nel tempo.
Il presepio, come da tradizione, è stato scoperto la notte tra il 24 e il 25 dicembre e potrà essere visitato fino al 26 gennaio, tutti i giorni alla mattina dalle 9,00 alle 12.30 e il pomeriggio dalle 15.30 alle 18.30 all’interno della chiesa Parrocchiale San Leonardo Murialdo a Viterbo, in Via Caduti IX Stormo nei pressi del Palazzetto dello Sport in Via Monti Cimini.
Anna Maria Salcini
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