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Giuseppe Parroncini (Pd) in un'interrogazione al presidente del consiglio regionale Mario Abbruzzese

Sanità al collasso, vogliamo delle risposte

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Giuseppe Parroncini

Giuseppe Parroncini

Riceviamo e pubblichiamo  l’interrogazione al presidente del consiglio regionale Mario Abruzzese – Premesso che l’A.fe.So.psi.it (Associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia) ha più volte rappresentato alle autorità competenti, nel corso degli ultimi mesi, gravi disfunzioni e criticità concernenti il funzionamento del servizio di salute mentale nella Tuscia, in particolar modo segnalando e sottolineando le gravi ripercussioni derivanti dalla mancanza di risposte in ordine al:

– Blocco del turn over

– Il precariato e la sua diretta nefasta incidenza sull’attività di presa in carico del paziente e relativa continuità terapeutica

– Spdc: carenza di strutture e mancanza di personale (neuropsichiatri, psicologi, fisioterapisti, logopedisti, educatori)

– Sert: depotenziamento e tagli.

Rilevato che da una fotografia dei principali servizi si evince una grave situazione di indebolimento e depotenziamento, perlopiù riferibile alla sottodotazione di personale ed ai tagli nei finanziamenti, sinteticamente riepilogabile nel modo seguente:

Dsm: il personale (di ruolo e precario) è pari a circa 128 unità (esculso Spdc e amministrativi). Considerando i parametri del Progetto obiettivo, si dovrebbero avere circa 72 unità in più; inoltre la mancata risoluzione della questione precariato mette seriamente in discussione il fattore di stabilità relazionale che dovrebbe esistere (condizione imprescindibile) fra paziente e operatore;

Neuropsichiatria infantile: anche in questo caso a fronte di circa 1500 utenti in carico, la dotazione di personale risulta fortemente difforme agli standard previsti dal Progetto obiettivo: mancanza di circa 2 neuropsichiatri, quasi totale assenza di psicologi, mancanza di 3 fisioterapisti, almeno 7 logopedisti e di circa 12 educatori.

Sert: a fronte di un’utenza di circa 3677 persone, con una crescita che si attesta attorno al 12% annuo, risultano tagliate le risorse regionali per il centro diurno a media soglia di Viterbo ed è stata chiusa la sede di Ronciglione per mancanza di personale. A ciò si aggiunge lo stato di degrado di molti locali, fra cui Tarquinia e Montefiascone.

Unità operativa semplice interdistrettuale disabile adulto: il servizio che dovrebbe basarsi sulla stratta collaborazione fra l’unità centrale e 5 equipe distrettuali, che risultano perlopiù virtuali. Sempre a causa della mancanza di personale (mancate sostituzioni e mancato rispetto delle previsioni organiche) l’attività del Uosida risulta gravemente compressa e inficiata, con una capacità di presa in carico dei pazienti molto inferiore alla domanda. ( si stima il 7% degli aventi necessità).

Ritenuto che un tale stato dei servizi risulta completamente incompatibile ed inconciliabile con una reale tutela del diritto alla salute e che il permanere di una simile situazione costituisce non solo un deficit assistenziale, ma una vera e propria riduzione della soglia di civiltà.

Considerato che tutte le istanze presentate e gli appelli fatti sono stati completamente ignorati, incluse le richieste di incontri con il presidente della Regione e con le altre autorità competenti.

Rilevato che il sistema è arrivato al collasso e risultano indifferibili azioni urgenti volte a salvaguardare e garantire i livelli minimi dei servizi.

Tutto ciò premesso, ritenuto, considerato e rilevato interroga il presidente della giunta regionale per sapere quali azioni e/o provvedimenti si intendano assumere per ripristinare condizioni assistenziali accettabili, in particolar modo restituendo diritti ai pazienti e funzionalità operativa e dignità professionale agli operatori. Quali misure urgenti siano allo studio per potenziare un servizio che risulta imprescindibile e vitale per la Tuscia.

Giuseppe Parroncini
Consigliere regionale Pd


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30 dicembre, 2011

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