Riceviamo e pubblichiamo – Il bilancio 2012 in discussione in questi giorni alla Pisana, se approvato così com’è, rappresenta il mezzo migliore per portare il Lazio in recessione.
Il Pd ce la sta mettendo tutta per migliorarlo, con grande senso di responsabilità. Auspichiamo dunque non si ricorra al maxiemendamento per bloccare il dibattito, come già successo altre volte. Per questo abbiamo presentato pochissimi emendamenti: per entrare nel merito dei problemi e cambiare una manovra dannosa per il territorio e soprattutto per le imprese.
Nel corso delle ultime sedute sono intervenuto dopo aver ascoltato la relazione dell’assessore Cetica, per porre l’accento su alcune situazioni insostenibili. In primo luogo la politica dei tagli selvaggi: ci sono la riduzione del fondo rotativo per le aziende e l’azzeramento sull’internazionalizzazione.
Insomma non si è tenuto minimamente conto dell’urgenza di sostenere l’economia. Poi si arriva ai paradossi: invece di aiutare i produttori, hanno triplicato i fondi per la promozione agricola. Questa è la sintesi migliore dell’attuale giunta: tanta immagine e zero sostanza. Come per la sanità. E’ infatti ripartita la campagna “Mi state a cuore”, come se mentre si tagliano drasticamente i servizi, i pazienti si potessero curare nei gazebo, invece che negli ospedali.
Un altro fatto gravissimo: quattromila precari con il contratto in scadenza ancora oggi non sanno se il primo gennaio potranno ancora lavorare o saranno invece costretti a starsene a casa. Eppure sono proprio loro quelli che garantiscono i servizi essenziali. Che si tratti di un bilancio recessivo lo dimostrano anche i fondi alle infrastrutture, i contributi ai Comuni e le spese per il trasporto pubblico o la cultura: tutto tagliato selvaggiamente.
In aula però è stato anche un altro tema a scatenare una reazione forte da parte di tutto il Pd: a fronte di sforzi al limite della sopportazione chiesti a ogni categoria, la destra ha inserito l’estensione dei vitalizi agli assessori esterni.
Una carica simile, intanto, dovrebbe essere un’eccezione, mentre la Polverini l’ha trasformata nella regola, nominandone quattordici su sedici. Mentre noi chiediamo di ridurre i vitalizi a chi li ha già e di farli scomparire dalla prossima legislatura, loro li estendono a chi non ce l’aveva. E’ la mossa sbagliata nel momento sbagliato: questo rimarca lo scollamento tra la giunta Polverini e la vita reale dei cittadini. Noi non ci stiamo.
Giuseppe Parroncini
Consigliere regionale Pd
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