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Fabrica di Roma - Interviene sulla polemica il circolo del Pd

A che è servito tagliare quei venti cipressi?

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Riceviamo e pubblichiamo – Come molti cittadini e associazioni fabrichesi hanno scritto o detto, il taglio di un filare di oltre 20 cipressi storici nella via di accesso al cimitero di Fabrica di Roma è una ferita che non si rimarginerà mai per l’’inaudita ferocia dell’’intervento, per le modalità del blitz che ha lasciato tutti increduli, e per la risibile motivazione fornita a parole da alcuni esponenti della giunta e nell’atto di determina.

I due filari di cipressi rappresentano per ognuno di noi, nel nostro immaginario, un elemento della nostra civiltà e del nostro senso identitario e per ogni fabrichese, in particolare, quelli del proprio paese.

La violenza del gesto, e sostanzialmente la sua ingiustificabiltà stanno tutti nell’elemento di sorpresa, nessuno sapeva, alcuna voce era trapelata, nella via i vigili non avevano predisposto, nei giorni precedenti, alcuna segnaletica di chiusura per lavori. E così i fabrichesi si sono ritrovati nel giro di poche ore un paesaggio completamente stravolto, barbaramente mutilato.

Molti si sono interrogati sul perché e, sinceramente, non esistono motivi riconducibili alla logica umana. La strada era sì stretta ma conduceva essenzialmente al cimitero e due auto di normali dimensioni la percorrevano tranquillamente in entrambi i sensi di marcia, se proprio era così faticoso procedere con attenzione si poteva ovviare in modo molto naturale con il senso unico, visto anche l’uso smodato che se ne sta facendo in questi ultimi tempi.

Inoltre era veramente poco usata: persino i funerali passavano attraverso viale Ligabue. Non c’era alcun motivo se non quello di procedere alla totale distruzione di tutti gli elementi di appartenenza di questo paese, delle piante e del verde in particolare.

Le motivazioni ufficiali riportate grossolanamente e superficialmente sulla determina sono poi tutto un programma. Si sarebbe proceduti allo scalpo per segnalazione del comando di polizia locale che ne avrebbe denunciato l’elevato livello di pericolosità. Ci si chiede su quali statiche di incidenti si sono basati se, a memoria d’uomo, non ne è mai successo nessuno degno di una qualche nota. Per essere precisi all’interno del centro urbano solo a via Roma ci sono stati incidenti gravi.

L’’urgenza, tale da non poter aspettare neanche un giorno per informare i cittadini, i consiglieri di minoranza, le poche persone che risiedono in prossimità del viale, è stata giustificata con le condizioni meteo favorevoli. Non ci eravamo accorti noi comuni mortali che Fabrica è entrata nella fascia climatica tropicale monsonica e tra poco ci sarebbe stata la stagione delle piogge e degli uragani. Inoltre poiché il nostro ufficio tecnico è oberato di lavoro è stato tutto affidato ad un architetto romano. Ma cosa farà, come sistemeranno l’area, quanto ci costerà alla fine dei lavori non ci è dato saperlo perché udite, udite non esiste né progetto né tantomeno impegno di spesa. Dobbiamo fidarci del noto buonsenso del sindaco e dei nostri amministratori.

Le grossolane inadempienze giuridico-legali verranno trattate dai nostri consiglieri di minoranza unici a svolgere questo ruolo con molta difficoltà e circondati sempre da un evidente ostilità, ma quello che noi vorremo denunciare è la totale mancanza di rispetto per i cittadini che vivono, lavorano e pagano le tasse in questo paese e che meriterebbero certo un paese più bello e vivibile.

Circolo Pd Fabrica di Roma


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21 gennaio, 2012

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