– Achille Mattucci non doveva essere arrestato.
Lo ha stabilito la sentenza del Tribunale del riesame di Lecce del 17 gennaio. L’imprenditore di Gallese e Santa Marinella, a capo di una grande azienda che si occupa dello smaltimento di plastica e carta, era stato arrestato con il suo amministratore Marco Mari dagli uomini della Guardia di Finanza lo scorso dicembre.
L’operazione delle Fiamme Gialle, denominata “Gold plastic”, era stata condotta dal comando provinciale di Taranto e aveva coinvolto aziende e persone di 13 diverse regioni italiane.
Gli arrestati furono in tutto 54 ai quali vennero contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere transnazionale finalizzata all’illecito traffico di rifiuti e falsità ideologica in atto pubblico.
Achille Mattucci, accusato di traffico e smaltimento illecito di rifiuti speciali, dopo aver trascorso alcuni giorni in cella, aveva ottenuto dal gip gli arresti domiciliari, revocati successivamente dal Tribunale del riesame che ha anche stabilito che per i reati addebitati all’imprenditore dalla Finanza e dalla Procura non doveva essere disposta la carcerazione preventiva trattandosi solo di contravvenzioni.
“Il cosiddetto arricchimento da traffico illecito di rifiuti – hanno spiegato i giudici del Riesame – qualora dimostrato, ammonterebbe a poco più di ottomila euro: una cifra irrisoria se paragonata al volume di affari di una ditta che opera nel settore da oltre venti anni. Gli episodi contestati a Mattucci sarebbero solo due e quindi non si sarebbe trattato di un comportamento abituale”.
Mattucci, intanto, non ha mai interrotto le attività svolte nei suoi stabilimenti di Santa Marinella e Gallese.
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