– E’ in politica da tempo nonostante la sua giovane età, 23 anni il prossimo mese di marzo, ma per Chiara Frontini ieri è stato il suo vero debutto. Assessora in consiglio comunale.
E’ una sorta di primo giorno di scuola. Lei in aula sembra starci a suo agio, prende appunti, disegna la sua geografia del consiglio comunale e osserva i compagni consiglieri e assessori. Ieri piuttosto irrequieti.
Per un’appassionata della politica, sedute come quella di ieri rischiano di far raffreddare in fretta la passione. “Non c’è pericolo – dice la neo assessora – anzi, mi fa piacere che il dibattito sia vivo. Il mio ruolo in questo momento è più di tipo amministrativo che non politico. Per questo cerco di frenare la mia voglia d’entrare nel dibattito”.
Com’è la prima impressione dal banco della giunta? “E’ una forte emozione. Alla mia età non credo che siano molti i ragazzi ad avere avuto una simile opportunità.
Quindi mi sento investita pienamente delle responsabilità che mi sono state delegate. Sia per chi ha voluto – sindaco, esponenti politici e consiglieri – la mia nomina, sia per i viterbesi che da me si aspettano risultati”.
Le sue deleghe vanno dall’innovazione ai rapporti con le istituzioni europee, politiche occupazionali e formazione del lavoro. Quale ritiene sia la più impegnativa?
“Il tema del lavoro oggi è certamente cruciale in questa fase e quindi molto impegnativa”.
Con una si sente più a suo agio. “E’ molto stimolante il rapporto con le istituzioni europee. Sono stata per un anno a Bruxelles. Spero che la competenza acquisita possa essere d’aiuto nel reperire fondi europei, portata all’interno dell’amministrazione comunale”.
In giunta per effetto di una sentenza del Tar sulle quote rosa. “E’ comunque un modo per entrare nelle istituzioni e portare avanti un progetto, iniziative. E’ soltanto dall’interno che si possono cambiare le dinamiche. Continuo a ritenerlo comunque uno strumento discriminatorio, non ho cambiato opinione”.
Giuseppe Ferlicca
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