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Riceviamo e pubblichiamo – Dopo un po’ di tempo mi ritrovo a percorrere con un gruppo di pellegrini la Via Francigena da Sutri a Viterbo.
A Sutri, a parte alcuni tratti fangosi, il percorso attraversa bellissimi boschi, vicino Vetralla alcuni reperti archeologici compaiono lungo il cammino.
Verso Viterbo all’altezza della superstrada, vicino all’ecocentro, ecco che finalmente i pellegrini provenienti dal Piemonte, dalla Puglia e da altre parti d’Italia familiarizzano con la citta’ dei papi.
Il percorso si trasforma, la strada diventa una serie di piscine piene di acque stagnante che rendono arduo il cammino. Subito dopo le solite montagne di rifiuti urbani, ma anche di mobili, danno il benvenuto agli increduli pellegrini che, dopo aver percorso oltre 50 chilometri a piedi tra storia e natura, vedono il vero volto della città che fu sede di papi ridotta a discarica.
Appena entrati nelle mura cittadine, durante la visita del centro storico in compagnia di una guida turistica, i suv, le auto sfreccianti rendono piazza San Lorenzo e le altre vie del centro storico un moderno autoparco inquinato e rumoroso.
Viterbo, che fu etrusca e medievale, presto sarà definitivamente sommersa dai rifiuti e della auto. Povera città…
Pietro Labate
Guida ambientale escursionistica
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