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Riceviamo e pubblichiamo – È sufficiente girare per Orte armati di una macchina fotografica per verificare come le magnifiche promesse di posti di lavoro, ricchezza e sviluppo legate all’urbanistica di cui la maggioranza Primieri parlava in questi anni non erano altro che promesse da marinaio.
La documentazione fotografica che alleghiamo al comunicato è riferita esclusivamente all’invenduto delle imprese e conferma la falsità di quei proclami. Abbiamo ascoltato sindaco e assessori parlarci di come grazie a queste nuove costruzioni ed al mercato dell’edilizia Orte sarebbe cresciuta, migliorata e arricchita.
Invece purtroppo assistiamo ad un costante impoverimento culturale e sociale, a un decremento dei servizi, alla sempre crescente difficoltà di circolazione, eccetera. Nel frattempo le centinaia di case costruite rimangono invendute, le imprese del settore subiscono la crisi e non ci si venga a dire che la colpa é tutta della congiuntura internazionale.
La crisi ad Orte non è stata certo arginata costruendo immobili in ogni dove, senza alcun controllo ed alcun rispetto per il territorio: l’enorme gru di via Reggio Emilia sta lì a simboleggiare, senza entrare nel merito di conflitti di interessi od altro, solo la supremazia di una economia senza regole sui diritti di chi vive in un quartiere. I cartelli “vendesi” che campeggiano ovunque parlano di un fallimento evidente delle politiche urbanistiche della giunta.
Ovunque, in ogni quartiere, in ogni zona, non si legge altro che questi “vendesi”. Nessuna ricchezza e nessun posto di lavoro in più per le famiglie in difficoltà.
L’aumento da 9000 a 10000 residenti è fisiologico e comune a tutte le città poiché si tratta quasi del tutto di extracomunitari che non scelgono certo il luogo in cui vivere in base alla qualità della vita. I nuovi residenti vivono il nostro paese solo come un dormitorio e questo disagio coinvolge anche molti Ortani, che se possono se ne vanno via.
Al contempo territorio consumato, quartieri storici ridotti a contorno di palazzoni, servizi insufficienti, verde pubblico quasi inesistente e quel poco in stato di abbandono. L’amministrazione comunale riconosca il fallimento e piuttosto che continuare con questo scempio riveda le scelte della variante al piano regolatore generale che finiranno con l’aggiungere solo ulteriore devastazione al nostro territorio. Noi sul concetto di ricchezza la pensiamo diversamente e lo sosteniamo da anni.
Ricchezza di un territorio significa per noi servizi più efficienti, quartieri più vivibili, più qualità della vita e non limitarsi a contornare Orte di palazzoni su palazzoni invenduti.
Gruppo consigliare centrosinistra “Per Orte”
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