– Civita Castellana valorizza, finalmente, l’arte che le ha fatto guadagnare, unica nel Lazio, il riconoscimento di “città di antica tradizione ceramica”.
Il progetto per la qualificazione dell’arredo urbano voluto dal Comune prevede l’installazione, in piazze e angoli suggestivi del centro storico, di opere in ceramica. Come quella donata dall’artigiano Vincenzo Dobboloni, in arte Mastro Cencio: un pannello di 4,80 metri per 2,80, composto da lastre in argilla rossa stampate e decorate a mano, che raffigura una scena mitologica – protagonisti Zeus con Minerva, Cupido e Ganimede – tratta da una coppia di stamnos falisci attribuiti al “pittore del Diespater” (380 – 360 a.C.) ed esposti in una sala del Museo Archeologico dell’Agro Falisco, al Forte Sangallo.
L’opera, che può essere ammirata sulla facciata del laboratorio di Mastro Cencio, a un passo dal Forte e dalla Cattedrale cosmatesca, è stata presentata alla stampa in un incontro organizzato dalla Cna nella sala consiliare del Comune di Civita Castellana, presenti, con l’artista, il sindaco, Gianluca Angelelli, la segretaria provinciale dell’associazione, Luigia Melaragni, e la presidente di Cna Artistico e Tradizionale di Viterbo, Daniela Lai.
“Realizzazioni come questa – ha sottolineato Angelelli – lasceranno un segno indelebile nel paesaggio e nella storia della nostra città. Siamo solo agli inizi di un percorso che dovrà valorizzare le risorse culturali del territorio, anche coinvolgendo i giovani nel recupero della manualità e nella conoscenza delle tecniche dei mestieri d’arte”.
“Il progetto del Comune di Civita è di grande valore e deve essere preso ad esempio da altre amministrazioni – ha affermato Melaragni -, perché riconosce l’artigianato artistico come attrattore di turismo e parte integrante di un sistema culturale da sostenere per lo sviluppo dei nostri centri storici”.
“Vincenzo Dobboloni – ha osservato Lai – offre la chiara testimonianza dell’amore degli artigiani per il proprio territorio. Lo ringraziamo: questo legame è un valore per il futuro”.
Riflettori accesi, ovviamente, su Mastro Cencio, che ha ringraziato il Comune e ha illustrato, non senza emozione, il pannello, “realizzato in omaggio al pittore falisco che ha creato i due stamnos nell’area di Falerii Veteres, nella tipica tecnica a figure rosse decorate a filetto, in affumicatura riducente”.
Qualche dato. Sono stati posti in opera 79 mattoni in argilla rossa (62 delle dimensioni di 40 centimetri per 40, gli altri più piccoli) e, nel lato superiore, 23 antefisse. Per stampare a mano le lastre e produrre mattoni essiccati, per un peso totale di 600 chili, ci sono voluti 30 pani di argilla (ben 750 chilogrammi). Utilizzati dieci litri di vernice naturale ottenuta dall’argilla rossa, lasciata decantare per un mese e mezzo. Sono state infine necessarie tre cotture in un forno a gas, alla temperatura di 910 gradi.
E’ un’opera, insomma, questa creata da Dobboloni, che ha richiesto passione, competenza e fatica. E tanti giorni di lavoro: ben 150, per un totale di 900 ore.
Un messaggio è stato inviato alla Cna da Bic Lazio. “Dobboloni è uno dei 26 artigiani eccellenti del Lazio, selezionati grazie al Programma di promozione e valorizzazione dell’artigianato artistico e tradizionale dell’Assessorato alle Attività Produttive della Regione. Il progetto prevede per 160 imprese artigiane – si legge nella nota – l’offerta di un sistema integrato di servizi mirato a posizionare l’artigianato artistico e tradizionale laziale sul mercato con un profilo alto, netto e distinguibile. Questo settore può concorrere in modo rilevante allo sviluppo culturale, economico e occupazionale dei nostri territori”.
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