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Opinioni - Privilegi della casta - Interviene Andrea Vannini, docente universitario

Ma questi politici vivono sulla Luna?

di Andrea Vannini
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Andrea Vannini

– Raggiunto il mezzo secolo di età, e tuttora considerandomi un uomo fortunato, ho sentito comunque forte dentro di me la preoccupazione per il futuro del mio paese, dei miei figli, dei miei affetti. A pelle non ricordo un periodo così avaro di prospettive e speranze per un futuro di serenità e comunione sociale.

Persino il periodo dell’austerity all’inizio degli anni settanta, che mi vedeva appena adolescente, mi fa riemergere sensazioni tutto sommato piacevoli, con le macchine ferme a targhe alterne, le biciclette, un’Italia ancora e comunque con una forte fiducia per il futuro, ma che si sarebbe scontrata, di lì a poco, con un altro periodo buio, crudo e sanguinoso, ma comunque pieno di ideali e volontà di cambiamento.

Oggi è diverso, ci sentiamo completamente impotenti, schiavi di luci delle ribalta sempre offerte ma raggiunte solo da pochi, una generazione, quella dei nostri figli, per la prima volta con meno prospettive e risorse della precedente.

In questo scenario ho accolto i provvedimenti del governo Monti con una sufficiente serenità, fiducioso che il sacrificio del singolo potrà contribuire a rimettere il Paese sulla strada della ripresa e a scongiurare l’incubo del fallimento. La mia condizione di sociale ed economica, seppure del tutto “normale”, mi consente di “assorbire il colpo”, certo non senza qualche dovuta rinuncia, e mi obbliga a non lamentarmi e anzi a sperare che quello che personalmente “perdo” potrà servire al sistema paese e alla condizione di chi ha meno di me.

Detto ciò lasciatemi ora sfogare: ma è mai possibile che in questo scenario di sacrifici di tutti, non chiesti ma imposti, dove finanche i più deboli sono stati costretti a contribuire vedendosi ridurrre le proprie magre risorse, è mai possibile che i nostri politici, invece di “decidere e rendere immediatamente esecutiva” una riduzione “spontanea” dei loro compensi, continuino a giustificare i propri privilegi?

Giustificarsi dicendo che 13mila euro al mese non sono tanti…

Non voglio entrare nella congruità dei compensi alla politica, non è questo il problema né l’approccio giusto. Se fosse così dovremmo evidentemente evincere che il blocco degli stipendi, il blocco della indicizzazione delle pensioni siano la conseguenza di una “incongruità” dei compensi ai pensionati e dipendenti? Ma i nostri consiglieri (e assessori) regionali come fanno a giustificare il vitalizio agli assessori esterni come la soluzione di un “vulnus” legislativo? Le scelte vanno contestualizzate e non viste in maniera asettica.

Probabilmente in altri periodi e condizioni economiche e sociali, sarebbe stata una scelta, opinabile ma accettabile. Ma come si può accettare tale scelta in un periodo dove i cittadini, di cui loro (i politici) dovrebbero aver “cura” per mandato elettorale, perdono il lavoro e la dignità? Come si può accettare che a fronte una crescente insicurezza sociale e capacità “di sbarcare il lunario” alcuni privilegiati si assicurino un vitalizio di alcune migliaia di euro a fronte di un “servizio” di pochi anni e comunque da valutare a conclusione riguardo agli obiettivi raggiunti (e mi piacerebbe aprire una discussione sugli obiettivi raggiunti, magari un’altra volta).

Come si dovrebbero sentire gli elettori?  Come si può interpretare così sfacciatamente il ruolo dei “furbetti” dicendo che comunque i vitalizi verranno aboliti nella prossima legislatura per tutti? Intanto loro se li sono assicurati.

Ma questa politica “dove vive sulla luna?” avrebbe detto il mio compianto insegnante di matematica del liceo, professor Rocchi. Ieri alcuni esponenti della maggioranza hanno criticato il blitz a Cortina dipingendolo come una azione da “Stato di polizia” e violazione della privacy e campagna d’odio verso che possiede “articoli di lusso”… questo è teatro dell’assurdo.

Ma dove vivono questi politici quando dicono che i “veri ricchi” devono continuare ad esistere perché almeno continuano a spendere (Piazza Pulita, ieri sera), quando è ovvio a qualsiasi economista che il volano della crescita è la capacità di spesa della classe media e la capacità di investimento di chi fa impresa, gli imprenditori (quelli veri che danno lavoro e pagano le tasse) che non coincidono necessariamente con “i veri ricchi”.

Ma dove vivono questi politici che invece di fare un gesto di solidarietà con gli elettori fanno i conti al centesimo dei loro emolumenti giustificandoli cifra per cifra e dicendo di “essere quasi poveri” mentre guidano, magari, una Jaguar? (riferimento non casuale).

Ma chi li ha candidati e eletti? Ah già scusate… che stupido… questa è un’altra storia e un’altra legge.

Andrea Vannini


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7 gennaio, 2012

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