Riceviamo e pubblichiamo – Dopo la convenzione regionale del Pd tenutasi ieri a Roma si è ufficialmente aperta la seconda fase di questo congresso che porterà all’elezione del segretario del Pd Lazio.
Il risultato ottenuto da Marta Leonori nella prima fase relativa ai congressi di circolo è stato brillante: abbiamo visto la giovane candidata attestarsi seconda dopo Enrico Gasbarra con oltre il 13% di consensi su tutto il territorio regionale.
E’ giunto, secondo un adagio di bersaniana memoria, il momento di rimboccarci le maniche per fare in modo che la buona politica – quella vera – possa balzare alla ribalta dell’opinione pubblica.
Perché sostenere proprio Marta alle primarie del prossimo 12 febbraio?
Marta è una giovane donna, una come tante, una persona come noi.
Lontana dal logoro gioco delle parti che ha usurato fino ad oggi il nostro partito, lontana dal correntismo clientelare che sotto il vessillo de “l’unità del partito” miete preferenze inconsapevoli.
Marta è la prova che una politica diversa è possibile, è la prova che può esserci rinnovamento senza rottamazione, è la prova che per avviare un percorso di rinascita – e di ricostituzione di un partito che forse nel Lazio non ha mai preso forma – si parte dal basso.
Con questo congresso c’è in ballo una questione ben più grande dell’elezione del segretario del Pd Lazio, c’è in ballo la credibilità di un partito.
Il nostro obiettivo è quello di superare il perpetuo affrancarsi di una classe dirigente autoreferenziale che ha dimostrato a tutti i suoi limiti, che corre il rischio di minare irreparabilmente il Pd.
Ci siamo domandati come mai proprio adesso c’è questa necessità di raggiungere – in modo coatto – l’unità del Pd?
Siamo sicuri che sia un percorso davvero “democratico” quello che confermerà segretario il vincitore uscito dai congressi di circolo?
Fino ad oggi abbiamo pagato lo scotto di scelte politiche azzardate, dettate forse dall’esclusiva convenienza; e questo, ahinoi, è sotto gli occhi di tutti.
Questo congresso regionale è l’occasione per ovviare a questa prassi.
Non è più possibile concepire un partito fatto di dirigenti chiusi nelle loro torri d’avorio, disponibili al confronto (se di confronto si può parlare) soltanto alla scadenza elettorale.
Dobbiamo tutti, ora, nessuno escluso, fare un bagno di umiltà e mirare dritti verso il nostro obiettivo: costruire il partito – con la P maiuscola – che in questi anni nel Lazio è mancato.
Il concetto di unità ha diverse sfaccettature, di certo quella a cui ambiamo non è quella che si ottiene in quindici giorni con il fine ultimo di costruire un partito sulle macerie di qualcosa che non è mai stato.
Il partito che noi sognamo è plurale, è composto di diverse anime che elaborano un progetto comune che parta dalle esigenze del cittadino e non da quelle della classe dirigente, è un partito che parla dai circoli e non dalle stanze e dalle segreterie, è un partito-comunità che è radicato nel territorio e che è interlocutore primo delle istanze della popolazione, protagonista del cambiamento e non antagonista zoppo di maggioranze fino ad oggi incontrastate.
Il partito che sognamo non combatte se stesso a mezzo stampa e vive di perpetue conte interne, è un partito che discute, che promuove, che comunica e si confronta con i cittadini; è un partito che si fa comunità con la comunità, che acquista credibilità per il suo operato e per le sue battaglie e non per la notorietà di questo o quel dirigente. E’ un partito che si distingue dalla massa informe dei partiti della seconda repubblica nati sulle macerie di quella politica che ancora stenta a uscir fuori.
Il partito che vogliamo è un grande partito democratico di massa. E’ un partito che possa essere nostro.
La domanda è legittima, perché crediamo che Marta possa essere la protagonista di questa palingenesi?
Perché Marta parla di “noi” e non di “me”, perché alla sua passione politica – che non è mai stata finalizzata all’occupare luoghi di potere – ha sempre affiancato lo studio, perché il suo programma parla di futuro, di cambiamento, di partecipazione civile alla vita politica, parla di diritti, di lavoro, di trasparenza, di cambiamento, di democrazia.
Perché Marta è libera.
Comitato provinciale Marta Leonori segretario
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