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Tuscania - Partecipazione all'incontro per illustrare l'opera di Patrizia Chiatti

Presentato il libro su Tartaglia

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La presentazione del libro di Patrizia Chiatti

La presentazione del libro di Patrizia Chiatti

Riceviamo e pubblichiamo – Presentato il libro “La biografia del condottiero Angelo Tartaglia”.

Partecipazione all’evento di sabato 28 gennaio, nella chiesa di Santa Maria della Rosa per la presentazione dell’opera di Patrizia Chiatti, edita dalle Edizioni Penne e Papiri di Tuscania.

L’incontro, organizzato dal centro studi L’Unicorno con la collaborazione della Parrocchia del Centro Storico e del gruppo storico “I birri del Tartaglia”, ha visto la presenza di numeroso pubblico, oltre ad una rappresentanza dell’amministrazione comunale, con il sindaco Massimo Natali, il vice sindaco Roberto Staccini, gli assessori Giovanna Perugini ed Ezio Brachetti.

Interessanti i contributi apportati da due storici locali: Giuseppe Giontella, che ha presentato un grande affresco dell’Italia quattrocentesca, scenario delle vicende del Tartaglia, ed Enio Staccini, che invece ha parlato di Tuscania nel periodo di possesso da parte del condottiero di Lavello.

E’ stata poi la volta del generale Luciano Alberici da Barbiano, discendente di Alberico da Barbiano, che costituì la prima compagnia di ventura composta solo da milizie italiane; il suo intervento ha posto l’accento sulle differenze tra condottieri, capitani di ventura e semplici mercenari.

Dopo alcuni versi di Simone Serdini, detto il Saviozzo, poeta alla corte del Tartaglia, recitati dal moderatore Stefano Brachetti, è intervenuta l’autrice, la dottoressa Patrizia Chiatti, che ha voluto precisare, documenti alla mano, le origini di Angelo Tartaglia e contestare le teorie, purtroppo ancora consolidate, circa il fatto che “Tartaglia” fosse il soprannome di Angelo Broglia, affibiatogli per colpa della sua balbuzie: il condottiero, conte di Toscanella, era figlio illegittimo del nobile Raimondo Orsini del Balzo e venne successivamente adottato da Andrea Tartaglia, che gli diede il cognome con cui è passato alla storia.

Con una proiezione di immagini, tra cui alcune realizzate in realtà virtuale dal fotografo Marco Scataglini, l’autrice ha poi descritto in dettaglio la cappella, ora ridotta a pochi resti, che il Tartaglia volle farsi costruire sul lato destro della chiesa di Santa Maria della Rosa.

Nell’occasione della presentazione la cappella era stata tenuta aperta per una visita da parte del pubblico che ha potuto constatare le condizioni di trascuratezza in cui versa.

La presentazione del libro è stata appunto l’occasione, per il Centro Studi L’Unicorno, di varare un progetto per la pulizia e il ripristino della cappella in vista di una maggiore fruibilità da parte dei cittadini e di turisti.

Enzo Valentini
Centro Studi L’Unicorno


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30 gennaio, 2012

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