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– Salviamo la Provincia, ma con calma.
Seduta di consiglio provinciale straordinaria a palazzo Gentili in contemporanea con gli altri enti italiani per discutere del decreto con cui il governo Monti di fatto cancella le amministrazioni.
Convocato alle dieci, si parte alle undici. Tra i banchi diverse le assenze dei consiglieri, sono in sedici e nel pubblico, rappresentanti dei precari il cui contratto è in scadenza.
“Togliere le province – spiega il vicepresidente del consiglio Staccini – vuol dire intaccare il coinvolgimento diretto dei cittadini alla vita politica, essendo la Provincia organo intermedio”.
Si discute un ordine del giorno in cui si chiede di mantenere le competenze in essere e ai Comuni d’approvare lo stesso documento.
“Nessuno dei rappresentanti provinciali – spiega il presidente della Provincia Marcello Meroi – si è mai opposto a un ridimensionamento, a un accorpamento o riduzione dei consiglieri, magari trasferendo competenze ad altri enti che potrebbero esercitarle in modo più virtuoso e acquisendone altre, oltre a rivedere la macchina gestionale.
Non è questo il punto, ma un altro. Dire che eliminando le Province si risparmia soldi, è una malevola interpretazione della norma.
Passare la gestione e le competenze alla Regione comporterebbe un aumento dei costi dall’1,5 al 5%”.
Con il decreto Monti le Province sono di fatto commissariate. La Regione Lazio intende impugnare la decisone per dichiararne l’incostituzionalità.
“E’ bizzarro – osserva Federico Grattarola (Pd) – abolire un organo dello Stato in questo modo, è uno schiaffo alla Costituzione e alla democrazia rappresentativa”.
Una battaglia in difesa delle competenze acquisite, è la proposta di Gianluca Mantuano (Pdl) e per Francesco Bigiotti (Udc) trasferire alla Regione le competenze aggraverebbe la situazione sul territorio.
Unica voce controcorrente, il responsabile provinciale Idv Antonio Micci, il suo partito punta ad abolire le province.
Discussione piuttosto lineare, vivacizzata dall’intervento finale di Alessandro Cuzzoli (Pdl), esattamente non un fan del premier Monti, con il suo decreto ribattezzato da salva Italia a sfascia Italia. “Mi fa piacere – spiega Cuzzoli – sapere che il problema del Paese sono io, che in nove anni, come consigliere ho ricevuto 12870 euro lordi tra gettoni e rimborsi, così si sana la situazione economica”.
L’ordine del giorno è approvato a maggioranza, con il no dell’Idv, mentre la proposta di Meroi per far approvare il documento in tutti i consigli comunali passa all’unanimità, con l’Idv astenuta.
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