Riceviamo e pubblichiamo – Come ormai noto a tutti, dopo le dimissioni volontarie di Paradisi e di Lazzaroni da assessori, in un momento di totale confusione il sindaco azzera la giunta e revoca tutte le deleghe ai consiglieri comunali.
Da quel momento, i già manifesti litigi all’interno di quel che rimane di questa amministrazione, si sono intensificati in maniera esponenziale.
Il motivo del contendere è il posto in giunta – tutti contro tutti e contro il Sindaco, pur di accaparrarsi la fatidica poltrona retribuita.
Vergogna viene da dire di fronte a sì tanto scandalo, dove pseudo-personaggi della politica ronciglionese ce la stanno mettendo proprio tutta, minacciando addirittura di far cadere l’amministrazione se non gli viene riconosciuto l’incarico di assessore.
Il sindaco, ancora una volta consigliato male, è alle prese con una situazione alquanto grottesca, buffa, bizzarra, dove tutti fanno la voce grossa come se avessero il potere, la forza politica, ma soprattutto il coraggio “di mandarlo a casa”.
Sono tutti, uno contro l’altro armati, pronti a farsi le scarpe appena gli si presenta l’occasione e non hanno ancora capito che nessuno di loro è in grado di raccogliere i numeri per far cadere questa amministrazione e quindi di non avere alcun potere di usare l’arma de ricatto.
Il governo Paradisi-Sangiorgi arriverà a fine mandato, è quanto assicura Federici insieme a Marcucci e Lazzaroni che, pur rimanendo fortemente critici nei confronti di una amministrazione che non ha saputo dare risposte adeguate alle aspettative della gente, manterranno in vita questa amministrazione semplicemente confermando la loro permanenza in maggioranza da sempre dichiarata (ne è stata la prova il recente voto di astensione in consiglio comunale sugli equilibri di bilancio).
Questo, proprio per evitare che chiunque, minacciando la caduta del governo, si sentisse legittimato con il suo singolo voto, a fare richieste indecenti, persino arroganti.
Il sindaco deve fare le sue scelte con serenità e possibilmente in totale autonomia, senza condizionamenti di nessun genere; scelte però che devono soddisfare le esigenze della cittadinanza e non quelle dei singoli consiglieri.
L’invito, peraltro proveniente dalla popolazione, è quello di utilizzare i circa 20mila euro che si dovrebbero sborsare per pagare gli stipendi agli aspiranti assessori, per qualcosa di più utile per la collettività.
Gianni Federici
Consigliere comunale Pdl
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