Riceviamo e pubblichiamo – Come annunciato il 23 gennaio, presso l’istituto San Pietro di Viterbo, la segreteria provinciale dell’Ugl – Polizia Penitenziaria, con il patrocinio dell’associazione Padeia ha concluso i lavori del convegno “Lo stress in carcere del custodire e curare: interventi e proposte”.
Abilmente introdotti dal delegato regionale Danilo Primi, si sono succeduti sul palco molte figure di primissimo piano del panorama sanitario viterbese ma anche dell’istituto penitenziario di Mammagialla.
Preziose sono state anche le osservazioni fornite dai dirigenti sindacali dell’Ugl intervenuti tra i quali Margherita De Cesare, segretario provinciale Utl Viterbo e Giuseppe Moretti, segretario nazionale federazione Ugl polizia penitenziaria.
E’ spiaciuto invece aver verificato la totale assenza dei rappresentati della direzione della casa circondariale Viterbo, regolarmente invitati che pure, in virtù di quanto previsto dalle normative vigenti avrebbero dovuto avere tutto l’interesse a partecipare ai lavori del convegno.
Di contro però la partecipazione del personale di polizia penitenziaria e del personale medico e infermieristico che opera all’interno del penitenziario viterbese è stata alta, segno che la nostra iniziativa è stata positiva.
Dai lavori è sicuramente emersa la necessità di effettuare atti concreti che possano prevenire l’insorgere dello stress da lavoro correlato, così come è emerso, anche per bocca del segretario nazionale Ugl – polizia penitenziaria Moretti che:” individuato il caso l’amministrazione non si deve limitare solamente a togliere l’arma e a inviare il dipendente presso l’ospedale militare”.
Riteniamo infatti che coloro che presentano sintomatologie afferenti agli stati ansiosi debbano necessariamente essere aiutati con il fine sia di recuperare la persona che il professionista che opera all’interno del carcere.
Purtroppo le realtà penitenziarie che di certo non possono assomigliare a degli asili, possono ingenerare stress dovuto tanto al luogo ove si opera quanto ad una abnorme responsabilizzazione del personale costretto, a causa della scarsezza delle risorse umane e materiali ad assicurare carichi di lavoro sovraumani, che purtroppo quasi mai è riconosciuto.
Sta a noi, in qualità di rappresentanti dei lavorati ricordare all’amministrazione quali sono i suoi doveri legali alla tutela della salute degli operatori penitenziari, è però preciso dovere dell’amministrazione, mettere in campo con gli strumenti dettati dalla normativa vigente tutto quanto necessario per prevenire il manifestarsi del disagio ma anche per recuperare chi attualmente tale disagio lo vive.
“La nostra disponibilità a collaborare con l’amministrazione per mettere varare un progetto teso a prevenire o ad annullare le conseguenze dello stress da lavoro in carcere è totale. Spero ci sia altrettanta disponibilità da parte della direzione di Viterbo”. Così conclude il delegato regionale Danilo Primi a margine del congresso.
Segerteria provinciale Ugl penitenziari
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