Riceviamo e pubblichiamo – Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa entra nel capo di sterminio di Auswhitz e libera i prigionieri ebrei, zingari, politici, del campo di sterminio nazista.
In occasione della giornata della memoria dedichiamo questi versi, estratti liberamente da una bellissima canzone, a chi sa che deve trasmettere alle giovani generazioni i valori della pace e della convivenza e con il ripudio per la guerra e per la violenza.
Non canto per i vivi, non canto per loro
ché di miserie e disgrazie
ne ho viste tante in giro
e questa storia assurda non può tornare indietro
a pezzi li abbiam persi sui monti e nelle valli
nei fiumi e agli angoli agli angoli delle strade
agli angoli degli occhi agli angoli della bocca di
Garcia Lorca, Camilo Torres,
Salvador Allende, Víctor Jara.
Montagne di cenci carne stracci
carta cuori unghie memorie
bruciati in fretta come nella camera
di scoppio di un motore
su una forca o con le fucilate
con la garrota o con la sedia elettrica
i vivi non ricordano lo sguardo
i vivi non ricordano lo sguardo
di Nicola Sacco,
Bartolomeo Vanzetti
Giacomo Matteotti, Giuseppe Pinelli.
E più neri di prima sono ritornati
lo stesso cognome
Mussolini
usano il televisore come un cavallo di Troia
entrano nel futuro dei nostri figli
così come c’entrarono nel ‘920
per ricordarci che
per ricordarci che
a Brescia, a Ustica, a Bologna
a Marzabotto, ad Auswichtz sono morti invano
perché i vivi non ricordano.
Sinistra Ecologia Libertà
Circolo “La Lampadina” di Civita Castellana
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