Riceviamo e pubblichiamo – La situazione creatasi nei servizi sanitari di Viterbo, e in particolare nel Dsm, nel servizio di Neuropsichiatria infantile, nella unità operativa interdistrettuale Disabili adulti e nel Sert, così come è rappresentata dalla A.fe.So.psi..it è decisamente preoccupante. Come lo è, d’altra parte, la situazione dei Dsm in tutta la regione Lazio.
Soltanto qualche settimana, infatti, fa i direttori dei Dsm del Lazio hanno inviato agli organi politici della Regione una lettera in cui si sottolineava, tra l’altro:
– la urgente necessità di personale;
– la stabilizzazione di tutti i contratti a tempo determinato, compresi gli operatori assunti ai sensi della dgr 980/09;
– l’autorizzazione in deroga alle Asl per l’assunzione del personale minimo indispensabile, vista l’elevata percentuale di perdita di unità di personale rispetto a quelle in servizio nel 2004, che supera in molti casi il 20%;
– piena attuazione del decreto del commissario ad Acta n. 101/10 (inserimento di utenti nelle strutture residenziali, ecc.)
– urgenti finanziamenti finalizzati per l’assistenza in carcere e il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari;
– adeguati finanziamenti per una efficace assistenza negli istituti di pena;
– adeguati finaziamenti finalizzati per i progetti individuati dal Dsm per la dimissione dagli ospedali psichiatrici giudiziari;
– iniziativa della Regione lazio per una operatività progettuale congiunta con l’autorità giudiziaria e con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap);
– piena integrazione con l’assessorato ai Servizi sociali;
– l’impegno del commissario ad acta per la Sanità della Regione Lazio di farsi portavoce presso il competente assessorato per lo sblocco dei finanziamenti sociali a favore del sistema assistenziale dei Dsm;
– l’impegno del commissario ad acta per la Sanità della Regione Lazio di farsi portavoce presso il competente assessorato per l’emanazione di provvedimenti applicativi chiarificatori per la piena integrazione tra gli aspetti clinici prioritari e gli aspetti sociali correlati, nell’attuazione del nuovo regolamento regionale.
A tale lettera ne è seguita una seconda del 12 dicembre scorso, alla quale non si è avuta risposta, a firma dei direttori dei 12 Dsm laziali, di tutte le consulte per la salute mentale e di numerose associazioni, tra cui Psichiatria democratica, nella quale si approvava un ordine del giorno in cui si ribadivano i punti sopra ricordati, ma, soprattutto, si chiedeva un incontro urgente con il presidente della Regione Lazio e commissario ad acta per la Salute Renata Polverini.
Psichiatria democratica appoggia con piena convinzione la lotta della associazione familiari e sostenitori sofferenti psichici della Tuscia (A.fe.So.psi..it) degli utenti, dei cittadini della regione Lazio i cui diritti alla salute mentale rischiano di essere ridotti a meri diritti “cartacei”.
Psichiatria democratica condivide quindi e sostiene l’interrogazione al presidente del consiglio rgionale del Lazio da parte della A.fe.So.psi..it, datata 6 dicembre 2011 e condivide la richiesta di incontro al presidente della Regione Lazio e commissario ad acta per la Salute Renata Polverini.
Luigi Attenasio
Presidente nazionale Psichiatria democratica
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