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Acquapendente - Al via gli incontri alla biblioteca comunale

“Bon pane, bon vino e mala gente”

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– Sabato 11 febbraio, alle 17 nella biblioteca comunale di Acquapendente, si terrà il primo di un ciclo di tre incontri dedicati al tema “Acquapendente, bon pane, bon vino e mala gente”, organizzati dall’assessorato Cultura e turismo del Comune di Acquapendente.

Dopo aver già trattato durante il mese di agosto 2011 il tema del vino, prendendo in esame la vita che si svolgeva nelle osterie di Acquapendente fino all’Unità d’Italia, lo studioso Renzo Chiovelli affronterà l’argomento della “mala gente”, con tutte le “cattive” presenze che potevano frequentare un centro di frontiera, lungo la strada per l’Urbe, come quello che è stato Acquapendente fino al 1870; ovvero contrabbandieri, briganti, ladri, criminali e disertori, ma anche coloro che vivevano al margine di quel tipo di società, perché considerati semplicemente “diversi”, come, ad esempio, i vagabondi e le prostitute.

Nell’incontro dell’11 febbraio si parlerà di “La mala gente in un centro di frontiera”, in quello del 18 febbraio di “Lettere anonime, insulti e bestemmie” e si chiuderà il 3 marzo con “Tradizioni, giochi popolari e spettacoli pericolosi”.

Sin dal pieno Rinascimento, “Acquapendente, bon pane, bon vino e mala gente” è stata la massima stereotipata con la quale veniva identificata la città dell’Alta Tuscia, sia da parte dei colti viaggiatori del Grand Tour che vi transitavano per recarsi a Roma, sia da parte del popolino e dei poveri viandanti.

Il viaggiatore poteva apprendere questi detti di saggezza popolare o proverbi, riguardanti le maggiori città italiane o comunque le più transitate, mediante appositi manuali di viaggio, pubblicati allo scopo di erudire i neofiti viaggiatori, oppure, più semplicemente, conoscerli dai vetturini, lungo il viaggio, o nelle soste presso le locande.

Uno di questi volumi, del 1572, illustra il proverbio, specificando che ad Acquapendente, “negli alloggi, gli ospiti sono trattati bene, soprattutto con il vino Moscatello, la cui bontà è famosa in tutta Italia, ma gli stessi albergatori e tutti gli abitanti sono rozzi e ignoranti”.

È proprio dall’analisi dei motivi storici che stanno alla base di questa massima stereotipata che ha preso vita, sin dalla passata estate, questa serie di incontri e conferenze che prendono spunto dai tre fattori che caratterizzano il proverbio aquesiano: il pane, il vino e la cattiva gente.


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9 febbraio, 2012

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