(g.f.) – Due vasche al corso e stavolta c’è pure l’acqua ( fotocronaca 7 febbraio: Centro storico 1 – Centro storico 2).
Da sabato mattina ha smesso di nevicare, ma dopo cinque giorni girare nel centro cittadino è come un (poco) piacevole tuffo indietro nel tempo. A sabato mattina o quasi.
Sulle vie principali, dove i mezzi del Comune sono passati, quando va bene c’è solo qualche rimasuglio di ghiaccio, ma nei casi peggiori, una poltiglia di neve mista ad acqua e ghiaccio rende difficile la circolazione. Per auto e pedoni. Questi ultimi devono fare i conti anche con marciapiedi in alcuni punti non esattamente praticabili.
Al Corso e nelle zone commerciali del centro è una bufera. Non scatenata dalle avverse condizioni meteorologiche, ma dai negozianti. Non proprio entusiasti di trovarsi ancora in un clima da bianco Natale. Basta fermarsi vicino a un capannello qualsiasi e origliare (pratica poco elegante e altamente sconsigliata) per ascoltare gelidi commenti.
Da palazzo dei Priori però hanno già chiarito ogni equivoco. Nessuna disattenzione. L’equilibrismo su ghiaccio e fanghiglia e il pattinaggio su sampietrini di cui si può godere nella principale via dello shopping di Viterbo, col maltempo non c’entrano.
Sono due attività che fanno parte del programma di Viterbo città europea dello sport. Così come l’attività di cui si può godere poco distante. Verso la salita che conduce a Santa Rosa, sono all’opera esperti alpinisti che tentano di scalarla. Di fronte agli occhi increduli di una residente che getta sale nei pressi di casa.
Sia chiaro. Non è il disperato tentativo d’avere la meglio su mezzo metro di neve accumulatosi di fronte alla porta, è solo superstizione. Alla signora deve essere inavvertitamente caduto dell’olio e ora tenta di porre rimedio.
Verso via Ascenzi un barista, seguendo l’esempio d’altri colleghi, sta ripulendo la propria area di pertinenza. Lo prevede a quanto pare il regolamento comunale. Ognuno si faccia gli ingressi suoi.
Ma come la mettiamo coi mezzi che passando ributtano la neve dov’era? Dettagli.
A piazza San Faustino un evidente esempio dei danni provocati dal buco dell’ozono. L’intera zona si sta trasformando in una laguna in cui si rimane impantanati.
A piazza della Rocca un cartello in un via segnala il divieto d’accesso. Ovviamente per la neve.
Più in basso, finalmente il nome di via Bianchi ha un senso. E’ ricoperta ancora di neve.
In via Matteotti davanti all’ingresso della sede Inps, un cumulo di neve. Per entrare basta saltarlo. Così i pensionati si abituano a saltare pure l’assegno mensile, coi tempi che corrono… E per chi teme che prima o poi tutto possa finire, nessun problema. Venerdì si ricomincia.
Giuseppe Ferlicca
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