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Consiglio comunale - Marcosano, Salvatori e Milioni, soli in aula, tentano di approvare una mozione in cui si proibisce al primo cittadino, Marini, di pronunciare la parola "logicamente"

E’ quasi “colpo di stato”

di Giuseppe Ferlicca
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La seduta del consiglio comunale di ieri

La seduta del consiglio comunale di ieri

La seduta del consiglio comunale di ieri
La seduta del consiglio comunale di ieri
La seduta del consiglio comunale di ieri
La seduta del consiglio comunale di ieri

– Sfiorato il colpo di stato ieri in consiglio comunale. C’è mancato poco che il sindaco Giulio Marini fosse destituito e al suo posto s’insediasse un triumvirato pidiellino formato dai consiglieri Andrea Marcosano, Adelio Salvatori e Marco Milioni.

I tre ieri sono stati visti aggirarsi prima a piazza del Plebiscito, poi furtivamente salire le scale del palazzo comunale e dirigersi verso la sala del consiglio. In molti si sono chiesti cosa stessero facendo lì, quando tutti sapevano che il consiglio non si sarebbe tenuto. Unici consiglieri presenti, loro.

Tutti hanno creduto che si fossero presentati per evitare di spalare la neve, invece si preparavano a mettere in atto il diabolico piano per abbattere il già traballante regno di Marini.

Pare che si siano detti, siamo in tre, facciamo come ci pare. Votiamo una mozione con cui proibiamo al sindaco di pronunciare per sempre la parola “logicamente” e lo mettiamo fuori uso.

Con Marini costretto al silenzio, loro avrebbero preso il potere. Ad Andrea Marcosano hanno assicurato che sarebbe andata la gestione del turismo a Viterbo. Prima iniziativa, portare in città il palio di Siena e quello di Ronciglione da far disputare lo stesso giorno, tanto ormai la Brambilla non è più ministro e non conta più niente.

Milioni si sarebbe invece occupato degli orari e del tempo della città. Quello perso.

A Salvatori il verde, ma anche il rosso e il giallo. Quest’ultimo a volte lampeggiante. Si sarebbe personalmente occupato dei semafori, mettendosi ai pulsanti.

Peccato che a rovinare tutto sia improvvisamente piombato in sala il consigliere misto Chicco Moltoni, ignaro di cosa stesse accadendo e forse pure ignaro di dove si trovasse in quel momento.

Profondamente intimoriti i tre non hanno avuto il coraggio di portare a termine il loro ingegnoso piano, ma si sono ripromessi di tentare di nuovo. Alla prossima nevicata, logicamente.

Giuseppe Ferlicca


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7 febbraio, 2012

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