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Civita Castellana - Luciano Soldateschi (Pdl) presenta una mozione al presidente del consiglio comunale

L’Andosilla potrebbe diventare una fondazione

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L'ospedale Andosilla di Civita Castellana

L'ospedale Andosilla di Civita Castellana

Riceviamo e pubblichiamo la mozione presentata al presidente del consiglio comunale di Civita Castellana Marco Granatelli – Premesso che l’ospedale Andosilla venne costituito alla fine dell’800 per aiutare le persone più deboli e bisognose di cure mediche, grazie alla donazione della marchesa Andosilla, nostra concittadina, di strutture e risorse economiche e che in questi ultimi anni il nosocomio di Civita Castellana a causa dei continui tagli dei governi regionali che si sono succeduti ha subito un lento e inesorabile depauperamento delle risorse quali: attrezzature mediche, personale e strutturali.

Considerato che esiste un istituto giuridico di diritto privato che costituisce il nuovo modello di gestione di iniziative nel campo culturale e no profit in genere, denominato “Fondazione di partecipazione”.

E’ un istituto senza scopo di lucro, al quale si può aderire apportando denaro, beni materiali o immateriali, professionalità o servizi.

All’interno di questo strumento giuridico è possibile prevedere diverse categorie di fondatori e partecipanti anche successivi alla costituzione, i quali, riuniti nel collegio dei partecipanti, nominano i propri rappresentanti negli organi direttivi; ciò permette a chi decide di partecipare alla fondazione di controllare in via diretta come viene utilizzato il contributo e di collaborare attivamente alla realizzazione degli scopi istituzionali, portando in dote alla fondazione le proprie capacità gestionali.

Questa struttura aperta permette da un lato una fattiva collaborazione all’interno dello stesso istituto di soggetti pubblici e privati e dall’altro l’aggregarsi di privati cittadini che diventano ‘soci’ della fondazione e come tali sono dalla stessa considerati.

Questa partecipazione potrebbe essere definita come una sorta di “azionariato diffuso”, che garantisce diritti e stabilità.

Elemento centrale dell’iter costitutivo della fondazione è la stesura dello statuto, il quale dispone riguardo il patrimonio, i fini istituzionali, la struttura organizzativa, le categorie di partecipazione, le forme di controllo, lo scioglimento.

La fondazione ha al proprio vertice il consiglio di amministrazione, centro decisionale per gli indirizzi da adottare e l’individuazione dei modi per realizzare gli obiettivi statutari, determinati nello stesso statuto all’atto della costituzione e non modificabili; ad esso si aggiunge un organo, il collegio dei revisori o il revisore singolo.

Il presidente ha la rappresentanza della fondazione di fronte ai terzi ed esercita tutti i poteri necessari per il buon funzionamento dell’istituto.

Inoltre il controllo viene sempre garantito dallo Stato sulle attività svolte dalle persone giuridiche private attraverso la vigilanza prevista dall’articolo 25 del codice civile.

Nate per la cultura, le fondazioni di partecipazione hanno trovato altre applicazioni e sono state individuate come strumento per sperimentazioni gestionali nella sanità.

E ancora, esse permettono di accomunare nella gestione dei servizi socio-assistenziali i Comuni, le Asl, i privati cittadini.

Si sta sempre più affermando il principio di sussidiarietà, recepito nelle direttive dell’Unione europea; Paesi dove il fenomeno si è già diffuso da decenni sono gli Stati Uniti d’America, il Regno Unito ed in anni recenti in Germania, in Belgio, in Spagna.

Gli stati hanno dichiarato la propria disponibilità a coinvolgere direttamente i loro cittadini nei settori di utilità sociale, passando gradualmente da un atteggiamento di gestione di queste attività ad una funzione di controllo interno.

Gli enti territoriali, le imprese e i privati cittadini danno vita così a nuovi enti che, nel rispetto del principio di non distribuzione di utili, operano, progettano, realizzano nel campo della gestione e della valorizzazione dei servizi sanitari e uniscono risorse e capacità pubbliche e private nell’interesse generale.

Con la fondazione di partecipazione tutte le componenti della società collaborano strutturalmente, senza più deleghe in bianco da parte dei cittadini ai pubblici amministratori. (Tratto da “Fondazioni di Partecipazione” ed. La Tribuna).

Tale istituto potrebbe, nella prima fase, autofinanziarsi tramite la donazione del contributo irpef cinque per mille dei contribuenti dei comuni del comprensorio oltre ad altre donazioni in conto capitale di benefattori o contributi provenienti da enti pubblici territoriali, nazionali ed europei.

Le risorse acquisite dovranno essere utilizzate per acquistare attrezzature e beni di consumo necessarie ed urgenti, impianti innovativi di alta tecnologia medica, formazione del personale ed infine per una ricerca finalizzata ad introdurre nuove metodiche per interventi innovativi, tali da specializzare alcuni reparti.

I soggetti che daranno vita alla fondazione definiti dalla normativa fondatori promotori saranno, oltre alla Asl Vt5, tutti quegli enti locali che insistono nel bacino d’utenza dell’ospedale Andosilla.

Successivamente, in forza di una specifica previsione contenuta nello statuto, verranno ammessi:

– i fondatori partecipanti, cioè le persone fisiche e giuridiche, pubbliche o private, e gli enti che contribuiscano al Fondo di dotazione ed al Fondo di gestione, mediante un contributo pluriennale in denaro,beni e servizi;

– gli aderenti, le persone fisiche che contribuiscono operativamente alla vita della medesima mediante contributi in danaro corrisposti una tantum o annualmente.

– i sostenitori cioè quei soggetti che scelgono di sostenere la fondazione attraverso contribuzioni di tipo non finanziario come, per esempio, la prestazione di una attività, anche professionale, di particolare rilievo.

Al fine di potenziare l’offerta qualitativa e quantitativa sanitaria del nosocomio stesso e scongiurare definitivamente la chiusura già più volte ventilata. Il consiglio comunale di Civita Castellana impegna il sindaco:

– ad attivarsi nel più breve tempo possibile nella redazione dello statuto coinvolgendo le forze politiche e nella costituzione della “Fondazione ospedale Andosilla” come supporto, mantenimento e potenziamento alle attività di gestione della Asl di Viterbo.

–  a informare e coinvolgere nel progetto costitutivo di aggregazione distrettuale tutti i comuni del distretto sanitario inclusi i comuni delle Provincia di Roma, Rignano Flaminio e Sant’Oreste oltre alla Asl di viterbo.

– a informare la cittadinanza tutta del progetto sensibilizzando la stessa a partecipare attivamente all’iniziativa finalizzata allo sviluppo ed alla valorizzazione di un patrimonio economico e sociale quali è l’ospedale Andosilla.

Luciano Soldateschi
Consigliere comunale Pdl


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27 febbraio, 2012

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