– Marini: “Sarà un costo esagerato”.
La neve non abbandona Viterbo. A distanza di giorni dalle precipitazioni che hanno sconvolto il capoluogo e la Tuscia, si continua a parlarne. E probabilmente se ne parlerà per molto ancora.
Non lo nasconde nemmeno il sindaco Giulio Marini. Per il primo cittadino ci vorrà un anno intero da dedicare ai disagi e ai danni provocati dalla neve.
Come è la situazione in città dopo l’emergenza?
“Siamo ancora invasi da cumuli – afferma Marini -. Da tre giorni abbiamo trasportato tonnellate di neve per rendere più agibile la città. Adesso però abbiamo terminato, perché tutto questo lavoro ha comunque un costo e bisogna affrontarlo in modo naturale.
La nevicata ha segnato con grandi difficoltà la città. La maggior parte le abbiamo superate, ma adesso dobbiamo affrontare anche i danni che sono derivati dalle abbondanti precipitazioni. Ci sono moltissime strade da sistemare. La situazione è abbastanza compromessa…”.
L’amministrazione sta predisponendo qualcosa?
“Prima di tutto puntiamo a quantificare i danni. Credo dedicheremo gran parte del lavoro di questo anno ai problemi legati alla neve”.
Come valuta l’intervento del Comune nella gestione dell’emergenza?
“La nostra difficoltà principale – dice – è stata la mancanza di mezzi. Abbiamo affrontato dieci giorni di neve e ci siamo subito resi conto delle criticità. Specie la seconda volta. Alla riunione in Prefettura ho subito detto di non avere mezzi a sufficienza per fronteggiare la quantità di precipitazioni: una nevicata che dalle 5 di mattina ha inondato la città in maniera spropositata”.
E quindi…
“Non è una giustificazione, ma non c’erano a disposizioni i mezzi sufficienti a dare una risposta ancora migliore. Per la chiusura del centro storico di mercoledì scorso, per esempio, ne abbiamo messi in campo 45. Una quantità che rapportata a tutta la città evidenzia lo squilibrio.
Non c’è stata una mancanza di determinazione nell’affrontare il problema. Non c’erano semplicemente le macchine. Il piano emergenza previsto faceva riferimento alla quantità che di solito cade a Viterbo. Questa volta, invece, è stato diverso. La quantità di neve è stata diversa. Insolita. Ora, anche alla luce di questa esperienza, studieremo dei piani per far fronte a situazione impreviste”.
Ha un’idea del costo dell’emergenza?
“Non abbiamo ancora un’idea, perché la situazione è rientrata da poco. Direi che grazie a Dio ho i capelli – afferma sdrammatizzando – e posso metterci le mani. Sarà un costo esagerato proprio per la quantità di neve”.
Dopo l’intervento di pulizia di mercoledì, come giudica la situazione nel centro storico e soprattutto nelle vie più strette?
“In quei punti ci sono ancora disagi – dice Marini – soprattutto perché è difficile farci passare i mezzi troppo grandi. La neve nel ’56 mi dicono sia rimasta a Viterbo per oltre un mese. Noi pretendiamo di pulire la città entro una settimana. Nelle vie più piccole si dovrebbe intervenire con un lavoro manuale che è però difficile da reperire. Abbiamo usato mezzi di tutte le dimensioni, cercando di sciogliere il ghiaccio dai marciapiedi con acqua a pressione calda… Volevamo ottimizzare i tempi. A volte però l’ottimizzazione dei tempi cozza anche con la difficoltà di avere più risorse umane sul territorio”.
La neve ammassata è un rifiuto speciale?
“Non è così – spiega – Non lo è. E’ un rifiuto che si deve depositare dove c’è un impianto fognario in cui può confluire sciogliendosi. La neve è stata depositata in alcuni punti della città perché si sciolga naturalmente. Non si può stoccarla. Lo prevede una norma di legge che modifica il testo unico. Lo abbiamo verificato”.
Secondo lei quando si ritornerà alla normalità?
“Molto dipende dalle condizioni metereologiche che spero ci aiuteranno in questa direzione”.
Paola Pierdomenico
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