Riceviamo e pubblichiamo – A Tarquinia le uniche certezze sono il Pd e la coalizione che sosterrà il sindaco Mauro Mazzola. Il resto dello scenario politico è confuso e litigioso.
Nel Pdl fioccano le auto candidature lanciate sui giornali, visto che i suoi esponenti faticano anche a parlare tra di loro, segno inequivocabile del fallimento di una classe dirigente locale sparita per cinque anni, rissosa e divisa in clan. Varato per loro un nuovo strumento le “sorteggiarie”: un’urna a estrazione per avere il candidato a sindaco, in stile gioco del lotto. Peccato che, mentre i vertici locali si affannano a discutere su chi parteci alle “sorteggiarie”, piovono dall’alto, in classico stile Pdl, nomi illustri – presi magari dal palinsesto di Mediaset -, critici d’arte, presentatori e uno dei giovani di Amici, trasmissione di Maria De Filippi.
Chiunque, basta che non sia del Pdò di Tarquinia. Oltre l’ironia, la sezione del Pdl è stata nuovamente commissariata anche nel candidato a sindaco. Nel Terzo Polo invece le tre anime politiche dei tre reggenti tirano fuori tre candidati a sindaco e non trovano l’accordo visto che nessuno si fida dell’altro.
Alle loro riunioni di moderato c’è ben poco e i toni sono esagitati. Visti i personaggi non sorprende. Divisi anche movimenti e liste civiche, ognuno per la sua “autostrada”, ciascuno con il proprio candidato sindaco.
Oltre il Pd e la coalizione di Mauro Mazzola, in città è tutti contro tutti, come sempre più attenti alle poltrone che alle idee. Come può chi non è in grado di trovare l’accordo sul candidato sindaco pensare domani di amministrare Tarquinia? Sono divisi su ogni cosa. Il nostro buon governo degli ultimi cinque anni è garanzia per il futuro. I cittadini sapranno scegliere senza cadere nel bagliore dei fuochi d’artificio e capire chi persegue solo interessi personali.
Partito democratico Tarquinia
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