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Viterbo - La presentazione del rapporto Eures a Palazzo Gentili con rappresentanti di tutti gli enti laziali

Province, va male ma non malissimo

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Provincia, il rapporto Eures in consiglio

Provincia, il rapporto Eures in consiglio

Provincia, il rapporto Eures in consiglio
Provincia, il rapporto Eures in consiglio
Provincia, il rapporto Eures in consiglio

– Va male, ma non malissimo. Il rapporto Eures 2011 sulle province, a Viterbo pur non distaccandosi troppo da un quadro generale preoccupante, regala qualche inattesa sorpresa (Documenti: La sintesi del rapporto Eures).

Occupazione, turismo e cultura fanno registrare segnali positivi. Qualcosa da cui ripartire.

La presentazione a Palazzo Gentili, con rappresentanti di tutte le province laziali. A introdurre il presidente Marcello Meroi, che torna sulla decisione del governo Monti con la quale si vogliono azzerare le amministrazioni provinciali.

“I costi – spiega Meroi – non diminuirebbero, ma passerebbero dall’1,5% al 5%. Ci sono studi che lo dimostrano. Serve razionalizzare, risparmiare, ma nel merito, spero che la decisione venga riconsiderata.

L’indagine segnale un incremento dell’1,7% del numero degli occupati (+2.000 unità, passando da 114.200 del 2009 a 116.100), un leggero incremento del tasso di occupazione (dal 54,2% al 54,6%) ed un consistente calo del tasso di disoccupazione di 1,1 punti percentuali (dall’11,7% del 2009 al 10,6% nel 2010), che pure permane insieme a quello di Latina, il più alto della regione.

Positivo, almeno in termini relativi, il dato dell’occupabilità dei laureati dell’università della Tuscia. Sulla base dei dati disponibili, infatti, a un anno dal conseguimento della laurea trova impiego il 51,8% dei dottori: un valore superiore sia a quello dei principali atenei laziali sia alla media nazionale (48,7%).

Significativo, nel contesto regionale, lo squilibrio territoriale, con un reddito medio familiare (imponibile Irpef 2010 su redditi 2009) pari nella provincia di Viterbo a 26.300 euro (+0,6% sull’anno precedente, contro -0,2% nel Lazio), a fronte dei 35.000 euro della media regionale e soprattutto dei 38.500 euro della provincia capitolina.

Squilibrio confermato anche in termini di pil.

Elevato il ricorso al credito da parte delle famiglie, con un alto tasso di indebitamento (77,9%), ma con contenuti valori per le sofferenze e il tasso di insolvenza (3,4%).

Relativamente ai cambiamenti della struttura imprenditoriale (dati 2011), la provincia di Viterbo appare caratterizzata da una ulteriore crescita del numero delle imprese (38.430 le registrate, con una crescita dello 0,4% rispetto alle 38.286 del 2010); un’espansione che si accompagna a una crescente difficoltà di presenza sul mercato, con un aumento del tasso di insolvenza e dei protesti.

Il settore agricolo, pur indebolito, rimane il più virtuoso del Lazio in termini di contributo al valore aggiunto complessivo (340 milioni di euro nel 2009, pari al 5,2% del totale provinciale, a fronte dell’1% su base regionale).

Positivo il risultato del turismo, con un aumento del 35% degli arrivi e del 58,4% delle presenze: una dinamica, questa, che coinvolge sia la componente italiana della domanda (+36,8% gli arrivi e +67% le presenze), sia quella straniera (+26,9% e +28.6%).


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27 febbraio, 2012

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