– Incredibile quasi 30 mila euro spesi per meno di 110 manifesti sul Psr (Programma di sviluppo rurale) 2011. Qualcuno penserà: “110 manifesti su Viterbo non sono tanti ma qualcosa si vede”. Ebbeno no, non mi sono spiegato, come dicono quelli che parlano educatamente.
La signora ingegneressa assessoressa regionale all’Agricoltura, Angela Birindelli, per comunicare il nulla, basta vedere il “contenuto” dei manifesti, ha deciso che 110 manifesti affissi bastano per tutto il Lazio. Come dire: buttiamo i soldi dalla finestra. Per grandi che siano meno di 110 manifesti per una regione come il Lazio sono nulla. Ma va ribadito che per non comunicare bastano e avanzano.
Ora non vi mettete a ridere. Secondo la determina regionale dell’assessorato all’agricoltura la ditta vincitrice dell’appaltino, con procedura in economia mediante cottimo fiduciario, ha offerto un numero inferiore di manifesti rispetto agli almeno 110 richiesti, ma il numero è stato ritenuto congruo. Si avete capito bene meno di 110, sembrerebbe, sono bastati per incassare quasi 30mila euro.
“… anche se l’indicazione numerica degli spazi in quattro province risulta inferiore a quella richiesta nella lettera di invito, l’offerta viene comunque giudicata congrua in relazione alle dimensione urbane dei capoluoghi” si legge nella determina. E l’offerta è quella della Panta Cz di Viterbo.
Ma ancora più incredibile è che per Roma, come da lettera di invito della gara, sono previsti 30 manifesti. 30… avete capito bene. Non ridete, vi prego. Sapete quanti manifesti sono previsti per i capoluoghi di provincia? 20 per ciascuno. Ora abbiamo visto che nei giorni scorsi alcuni di questi manifesti sono addirittura di formato minimo. Cento per settanta. Ma di qualunque formato siano non possono comunicare nulla in una regione vasta come il Lazio con quasi sei milioni di abitanti. Per la precisione 5.759.839.
Come dire che per l’assessorato all’agricoltura, guidato magistralmente dalla Birindelli, un manifesto ogni 50mila abitanti basta e avanza. Quando si dice la cultura della comunicazione.
Ora è chiaro che per comunicare il nulla vada bene anche il nulla, ma non si può esagerare nel prendere in giro i cittadini. Questi sono soldi buttati dalla finestra.
Ancora una curiosità. Nella lettera di invito per le ditte a partecipare all’appalto si legge, sempre seri mi raccomando: “almeno 3 cartelloni dovranno essere ubicati nei pressi della sede regionale in via Cristoforo Colombo”. Zona come si sa frequentatissima da imprenditori agricoli.
La domanda è: perché? Così la Polverini potrà ammirare gli inutili manifesti? O l’assessora Birindelli passando potrà orgogliosamente dire: questi li ho fatti affiggere io?
Ma di domande ne sorgono a iosa e alla Birindelli riformuliamo quelle più pressanti fatte con tanto di fatti introduttivi. Domande a cui l’assessora non ha ancora risposto.
Fatto: la campagna di manifesti non dà nessuna informazione utile agli operatori del settore.
Domanda: Perché questa scelta tra migliaia di possibilità?
Fatto: l’assegnazione dell’incarico è stata fatta con una “procedura in economia mediante cottimo fiduciario”.
Domanda: Perché questa scelta?
Fatto: sono state invitate a fare offerte otto aziende, individuate nell’albo dei fornitori della regione, sei romane, una di Viterbo e una di Frosinone. Di tutte queste solo una fa una offerta corretta: la Panta Cz srl di Viterbo. Sei non fanno neppure l’offerta.
Domande: Come sono state scelte le aziende? Come è stato determinato il numero? Sono state scelte con oculatezza, visto il risultato?
Fatto: La Panta Cz in poco tempo riceverà globalmente oltre 49 mila euro dalla regione, per due diversi lavori. La Panta Cz si occupa, con grande professionalità, di affissioni ma anche di campagne elettorali di successo.
Domande: Lei conosce questa ditta? Come la valuta? Sa se si è occupata di campagne elettorali di personaggi del suo partito?
Fatto: Nella determina del suo assessorato è scritto a proposito dell’offerta presentata dalla Panta Cz srl: “… anche se l’indicazione numerica degli spazi in quattro province risulta inferiore a quella richiesta nella lettera di invito, l’offerta viene comunque giudicata congrua in relazione alle dimensione urbane dei capoluoghi”.
Domande: Perché questa scelta? Perché prima erano stati richiesti più spazi?
Fatto: La regione nella lettera di invito alla gare inviata alle aziende chiedeva almeno 110 manifesti. L’offerta accettata dalla regione ne ha abbassato il numero.
Domande: Quanti manifesti la regione ha accettato di pagare per quasi 30 mila euro? Assessoressa le sembrano bastanti per comunicare in una regione di quasi sei milioni di abitanti? La sembra una spesa congrua?
Ernie Souchak
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