– L’impossibilità di molti fedeli aquesiani di raggiungere le chiese del centro storico per festeggiare la trentaquattresima Giornata per la Vita a causa della neve, ha indotto la parrocchia del Santo Sepolcro e il Movimento per la Vita aquesiano a posticipare a domenica 12 (neve permettendo) l’evento.
In attesa, gli organizzatori hanno ritenuto opportuno divulgare il messaggio del consiglio episcopale permanente dal titolo “Giovani aperti alla vita”.
“La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita. Essa è testimoniata da chi non rifiuta il suo dono – a volte misterioso e delicato – e da chi si dispone a esserne servitore e non padrone in se stesso e negli altri. Del resto, nel Vangelo, Cristo stesso si presenta come “servo”(cfr Lc 22,27), secondo le profezie dell’Antico Testamento.
Chi vuol farsi padrone della vita, invecchia il mondo. Educare i giovani a cercare la vera giovinezza, a compierne i desideri, i sogni, le esigenze in modo profondo, è una sfida oggi centrale. Se non si educano i giovani al senso e dunque al rispetto e alla valorizzazione della vita, si finisce per impoverire l’esistenza di tutti, si espone alla deriva la convivenza sociale e si facilita l’emarginazione di chi fa più fatica.
L’aborto e l’eutanasia, sono le conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la vita, finisce per farli apparire come il male minore: in realtà, la vita è un bene non negoziabile, perché qualsiasi compromesso apre la strada alla prevaricazione su chi è debole e indifeso.
In questi anni non solo gli indici demografici ma anche ripetute drammatiche notizie sul rifiuto di vivere da parte di tanti ragazzi hanno angustiato l’animo di quanti provano rispetto ed ammirazione per il dono dell’esistenza.
Sono molte le situazioni ed i problemi sociali a causa dei quali questo dono è vilipeso, avvilito, carico di fardelli, spesso duri da sopportare. Educare i giovani alla vita significa offrire esempi, testimonianze e cultura che diano sostegno al desiderio di impegno che in tanti di loro si accende appena trovano adulti disposti a condividerlo. Per educare i giovani alla vita occorro adulti contenti del dono dell’esistenza, nei quali non prevalga il cinismo, il calcolo o la ricerca del potere, della carriera o del divertimento fine a se stesso.
I giovani di oggi sono spesso in balia di strumenti, creati e manovrati da adulti e fonte di lauti guadagni, che tendono a soffocare l’impegno nella realtà e la dedizione dell’esistenza. Eppure quegli stessi strumenti possono essere usati proficuamente per testimoniare una cultura della vita. Molti giovani, in ogni genere di situazione umana e sociale, non aspettano altro che un adulto carico di simpatia per la vita che proponga loro senza facili moralismi e senza ipocrisie una strada per sperimentare l’affascinante avventura della vita.
E’ una chiamata che la Chiesa sente da sempre e da cui oggi si lascia con forza interpellare e guidare. Per questo, la rilancia a tutti – adulti, istituzioni e corpi sociali, perché chi ama la vita avverta la propria responsabilità verso il futuro. Molte e ammirevoli sono le iniziative in difesa della vita, promosse da singoli, associazioni e movimenti. E’ un servizio spesso silenzioso e discreto, che però può ottenere risultati prodigiosi. E’ un esempio dell’Italia migliore, pronta ad aiutare chiunque versa in difficoltà”.
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