Riceviamo e pubblichiamo la lettera delle donne del Pd di Acquapendente alla presidente della Regione Lazio Renata Polverini e al direttore generale della Asl di Viterbo Adolfo Pipino – Con il mese di febbraio è arrivata la neve e un vento gelido dai Balcani che ha messo a dura prova l’intero centro nord dell’Italia e in parte quello meridionale, preannunciati con estrema precisione dall’allerta meteo e dalla protezione civile con diversi giorni di anticipo.
Ma la Regione Lazio e Roma ancora una volta sono riuscite a fare una brutta figura a livello nazionale e internazionale. Anche nella Tuscia non sono mancati i problemi. Perché come da consuetudine le cose sono state prese alla leggera e ci si è fatti cogliere impreparati. Le autoambulanze del 118 avevano difficoltà a raggiungere Belcolle dalla stessa città capoluogo. E’ facile comprendere come la situazione del territorio periferico sia più complessa. Torre Alfina e Trevinano sono rimaste isolate, accrescendo la paura degli abitanti della zona consapevoli della fragilità dell’ospedale di Acquapendente, determinata dalle misure del decreto regionale N°80 e da quelle adottate dalla direzione strategica della Asl: chiusura della Chirurgia, l’assenza di un cardiologo, di un ginecologo, di un ortopedico, ecc.
In tutta questa vicenda – continua la sezione femminile del Pd – a farne le spese sono le donne, perché sono le prime a pagare per avere le prestazioni che riguardano in maniera specifica la loro salute e a quella a venire. Oltre al cardiologo e al chirurgo, hanno bisogno dell’ostetricia e ginecologia, perché sono le donne che accolgono la vita. Questo ci rende differenti, sensibili, concrete, forti. E non è forse la maternità un valoro sociale, il più alto per eccellenza? Una cosa è evidente, in Italia non è riconosciuto questo valore. Ma per noi ad Acquapendente è quasi del tutto negato.
Molto spesso i ginecologi di Viterbo alle visite prenotate non si presentano senza avvertire le interessate. Non c’è una continuità fissa nelle figure professionali. Alcuni non sanno effettuare tutte le prestazioni necessarie in un ospedale di frontiera come il nostro.
l ginecologo che c’era prima, al quale non è stato rinnovato l’incarico, effettuava anche le amniocentesi e tale prestazione non viene più garantita. Così le donne devono mettere mani al portafoglio, ammesso che di questi tempi un portafoglio ce l’abbiano.
Lunedì 6 febbraio, mentre anche il servizio Cotral ha effettuato regolarmente le corse da / a per Viterbo, il ginecologo che doveva venire da Belcolle, nonostante avesse degli appuntamenti, non è venuto adducendo banali pretesti legati alle avverse condizioni metereologiche.
Vede Dottor Pipino, lei si trincera dietro il decreto Salva Italia del governo Monti e il Decreto 80 dell’onorevole Polverini, ma noi non ci arrendiamo. Sappia fin da ora che le donne di Acquapendente sono stanche di essere prese in giro, ma non sono affatto demoralizzate e sono pronte a dare battaglia per rivendicare il loro diritto alla salute e alla maternità consapevole.
Quanto a Lei, onorevole Polverini, non spenda i soldi dei contribuenti per campagne pubblicitarie inutili quali “Mi state a cuore”. Perché non servono a fare prevenzione. Perché la prevenzione vera si fa tutti i giorni sul territorio.
Nei consultori, negli ambulatori e nei servizi diagnostici degli ospedali. A noi donne servono servizi permanenti, personale qualificato nei luoghi adeguati e nei camper di fronte ai centri commerciali.
Questa è solo propaganda sgradevole e offensiva nei confronti di noi donne. Non sappiamo se a proposito di questo abbia in mente di fare qualcosa anche per Pasqua. Ma se così fosse risparmi quei fondi per cose più serie. Non serve una politica d’immagine ma cose reali e soprattutto utili e necessarie. Le saremmo immensamente grate.
Le donne del Pd di Acquapendente
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY