(g.f.)- La vita di un’assessora in Comune non è tutta rosa e fiori. Solo rosa. Quote rosa.
Maria Antonietta Russo se ne deve essere accorta. Colleghi di maggioranza avari di complimenti, fiori solo per la sua giovane collega Chiara Frontini e dai consiglieri Pdl, un veloce benvenuto (di circostanza, quando c’è stato) seguito da una valanga di distinguo.
Tutti contrari alla regola delle pari opportunità.
Al consiglio comunale di debutto, Marcuccio Marcucci le ha fatto gli auguri, ma poi ha detto che lui non è maschilista, ma maschio e il rosa non piace. Da Ottavio Raggi (e altri si sono accodati ), no al rosa (forse perché come colore sbatte) e si alla meritocrazia.
Dando per scontato che chi siede in giunta per ragioni di genere tutto sommato non se lo meriti.
Maria Antonietta Russo se ne deve essere accorta di quanto dura sia la vita tra i banchi di una così gagliarda truppa che tiene alto il masculo orgoglio.
Ha capito quanta strada deve ancora fare. Così ieri mattina ha pensato bene di rivolgersi a uno che se ne intende. Di strade, non di donne. Gianmaria Santucci.
Da assessore provinciale alla Viabilità avrà saputo dare preziosi consigli alla sua collega di palazzo dei Priori.
Magari prospettandole, qualora la situazione nel Pdl dovesse farsi nera, un futuro più rosa spostandosi verso il centro…
Giuseppe Ferlicca
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