– Presentato questa mattina in una conferenza stampa al Comune di Viterbo il programma degli eventi dedicati a Cesare Dobici, musicista viterbese.
Il programma
Dobici, un musicista di Viterbo
Concerto / Convegno
1 Aprile ore 18,00 – Auditorium Università della Tuscia
Maestro di Cappella della Cattedrale S. Lorenzo
Concerto / Convegno
15 Aprile ore 18,00 – Cattedrale San Lorenzo – Viterbo
Un Maestro nel Cecilianesimo
Concerto / Convegno
29 Aprile ore 18,00 – Chiesa di San Sisto – Viterbo
Uomo di profonda Fede
Messa
13 Maggio ore 18,30 – Chiesa della SS. Trinità – Viterbo
Organizzato da:
Maestra M. Loredana Serafini
Maestro Ferdinando Bastianini
Corale Polifonica “San Giovanni” Bagnaia
Con il patrocinio di:
Città di Viterbo
Provincia di Viterbo
Fondazione Carivit
Associazione regionale Cori del Lazio
Info: 347.6109568 – 347.9489744 – 345.9201608
Il Maestro e la sua Viterbo
Se il maestro Dobici fosse ancora qui con noi avrebbe sicuramente apprezzato soprattutto la Messa cantata con la quale si concluderanno i lavori il 13 maggio alla Chiesa della Trinità.
Certo, perché Cesare Dobici ha sempre dedicato la sua musica al nobile intento di abbracciare la vita liturgica, quel commento sottile e delicato alle preghiere tanto amato dai Ceciliani.
Perché proprio al movimento ceciliano il grande Maestro aveva sapientemente aderito, con la volontà di aiutare gli animi nell’avvicinamento alle preghiere con le sue composte ma intense polifonie.
Uno stile elegante, colto nelle scelte armoniche, affascinante nella conduzione polifonica ma soprattutto semplice nelle linee, umile, puro.
Quanto Viterbo, con le sue mistiche atmosfere claustrali, i suoi misteriosi angoli medievali che tanto ispirarono alla riflessione, abbia condotto per mano Dobici a forgiare i suoi capolavori possiamo, oggi, solo immaginarlo.
E’ proprio questo l’intento dei nostri incontri musicali: accostare di nuovo il Maestro alla sua Viterbo o, meglio, consegnare questa meravigliosa musica al cuore dei Viterbesi.
Ferdinando Bastianini
Cesare Dobici nacque a Viterbo l’11 dic. 1873 da Nazareno e Lucia Croce. Dopo i primi studi di pianoforte e composizione con A. Medori e successivamente con S. Meluzzi, entrò nel liceo musicale di S. Cecilia a Roma, dove ebbe a maestri E. Vitale e R. Renzi e dove si diplomò in composizione con C. De Sanctis nel 1899.
La sua carriera prese avvio a Viterbo, dove gli fu affidata la direzione della cappella musicale del duomo, nonché l’insegnamento del canto corale nella scuola magistrale “G. Carducci”.
Inizialmente interessato al teatro musicale, compose l’opera in tre atti Cola di Rienzo (fibretto di P. Cossa), rimasta incompleta nell’orchestrazione e nel testo. Lavorò successivamente a un’altra opera, Carlotta Corday, che lasciò però appena abbozzata. Abbandonò allora il teatro lirico e si rivolse alla produzione sacra: qui si manifestò la sua vena più originale.
Uomo di schietta fede religiosa e di severa preparazione, si schierò subito con i fautori della riforma della musica sacra, come L. Perosi, O. Ravanello, L. Bottazzo, R. Casimiri, i quali sostenevano la necessità e l’urgenza di sostituire la sciatta e deteriore musica da teatro che dominava nelle chiese con una nuova musica, che si ricollegasse alle genuine fonti del canto gregoriano e della polifonia rinascimentale. La riforma era pertanto un ardito colpo di timone verso il passato, ma con spirito ed intendimenti artistici nuovi.
Nel 1910 P. De Santi, direttore della Scuola superiore di musica sacra, primo frutto del rinnovamento nato dal motu proprio, Inter pastoralis officii sollicitudinis, del 1903 con cui Pio X aveva accolto le proposte dei riformatori, lo chiamò a far parte del primo corpo docente insieme con I. Schuster, R. Baralli, E. Boezi, R. Casimiri, L. Refice, E. Dagnino ed altri.
Gli furono affidati inizialmente i corsi di armonia superiore e metodica e successivamente anche quelli di contrappunto e fuga, nonché le esercitazioni di polifonia e direzione corale. Nel 1911 anche il liceo musicale di S. Cecilia gli affidò la cattedra di armonia, contrappunto e fuga.
Dotato certamente di grandi capacità didattiche e allo stesso tempo di grande fantasia, sorretta da una preparazione seria, tecnicamente ineccepibile, fu un fecondo compositore di musica sacra e profana, in gran parte rimasta inedita; la sua produzione comprende melodie per canto e pianoforte, brani per organo, per pianoforte, fughe vocali e strumentali per archi e per fiati, romanze, madrigali, serenate, liriche.
Pur essendo legato alla grande tradizione classica italiana, fu attentissimo agli ultimi sviluppi della tecnica musicale, aggiornandosi con spirito di studioso alle correnti più avanzate della musica contemporanea.
Sul suo tavolo da lavoro, infatti, alla sua morte si trovavano il Pelléas et Mélisande di C. Debussy ed opere di A. Schoenberg e di altri autori moderni. La sua attività didattica, che formò numerosi musicisti italiani e stranieri, fu particolarmente apprezzata e ottenne vari riconoscimenti ufficiali. Tra i suoi allievi più famosi si ricordano: N. Bonavolontà, R. Caggiano, L. Colacicchi, E. Piattelli, E. Porrino, A. Renzi, P. Scarpini, L. Bartocci, C. Celsi, F. Fasciotti, T. Gardella, F. Germani, F. Haberl (Regensburg), P. Jones (Melbourne), C. Meter (Chicago), A. Santini, S. Toduta (Bucarest), V. Tosatti, F. Vignanelli, A. e R. Volpi, L. Virgili.
Morì a Roma il 25 apr. 1944. (Da “Dizionario Biografico degli Italiani” di A. Bartocci)
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY