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– Investimenti e costruzioni, nella Tuscia situazione drammatica. A fornire dati preoccupanti sull’edilizia nel Lazio e nel Viterbese è l’Associazione nazionale costruttori edili (Ace).
In base a uno studio, presentato ieri mattina alla Camera di Commercio di Roma, il mercato delle costruzioni è in calo nel Lazio del 19,4% negli ultimi tre anni e nel 2012 ci sarà un’ulteriore diminuzione degli investimenti intorno al 3,8%. Questo secondo le previsioni del Cresme.
Il numero delle imprese iscritte alle Casse edili del Lazio è in rapida discesa. Nel dicembre 2011 la diminuzione è stata di -10% rispetto all’anno precedente per un totale di 1.200 aziende chiuse.
Il crollo maggiore a Viterbo (-14%), poi Roma (-11% e 800 imprese che hanno lavorato in meno rispetto al 2010) e Rieti (-10%). Dati negativi anche per le iscrizioni dei lavoratori alle Casse edili. A dicembre dello scorso anno si è registrato un -11% con una perdita di 5.945 posti di lavoro.
Va male anche l’edilizia non residenziale: negli ultimi tre anni gli investimenti sono diminuiti di oltre un miliardo e il numero di fabbricati costruiti del 27%. Nel 2011 il calo è stato del 36,5% dal punto di vista dei volumi prodotti.
Primato negativo nella provincia Roma con il -68%, drammatica la situazione anche in provincia di Viterbo un -45% in dodici mesi.
“Il crollo degli investimenti è determinato da una carenza anomala di risorse – ha detto il presidente dell’Ance Lazio Stefano Petrucci -. Per invertire il trend serve liquidità nel mercato.
Anche le nostre imprese più solide sono in difficoltà per i mancati o ritardati pagamenti della pubblica amministrazione, della recessione e del blocco del mercato privato. A tutto ciò si aggiunge la chiusura del sistema finanziario di fronte a progetti che potrebbero creare nuove opportunità”.
Negativo il dato dell’occupazione. Le Casse edili provinciali vedono diminuire le ore lavorate dell’11% a dicembre 2011 per un totale di 715.300 ore in meno. Questo in tutte le province del Lazio. Il calo più forte (-15% e 540mila ore in meno) c’è stato in provincia di Roma, seguita da Latina (-13%), Viterbo e Rieti (-10%).
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