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Politica - Intervista al segretario del Pd Andrea Egidi

“Fabbrini presidente a pieno titolo”

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Il segretario provinciale Pd Andrea Egidi

Il segretario provinciale Pd Andrea Egidi

(g.f.)- “Aldo Fabbrini è presidente a pieno titolo, perché fa parte dell’assemblea provinciale e il partito non si governa a colpi di ricorsi”. Andrea Egidi, segretario provinciale del Partito democratico tira dritto. Non c’è due (votazioni) senza tre, stavolta non accadrà.

“Sul caso Fabbrini la valutazione è semplice – spiega Egidi – Aldo ha svolto le funzioni di presidente dal 15 gennaio 2011. In quell’assemblea, su mia proposta (è agli atti la mia relazione), Fabbrini ha assunto quell’incarico. Chiesi all’assemblea di prendere atto del suo lavoro positivo e farlo partecipe ai lavori di quell’organismo”.

Il punto però è un altro: “Non si governa  – continua Egidi – un partito con i ricorsi? E’ paradossale. Si pensa che questa discussione faccia bene al Pd? Quando si parla di noi si deve stare attenti perché si maneggia un patrimonio unico”.

Tuttavia le mozioni minoritarie (Bachelet e Leonori) a Viterbo lamentano di non essere state nemmeno consultate, mentre a Roma Gasbarra le ha coinvolte in ruoli importanti. Ne esce l’idea di un gruppo dirigente del partito che è largamente maggioritario, tanto da sentirsi autosufficiente. Nei numeri è così, ma in politica forse dovrebbe andare diversamente.

“Ho lavorato – precisa Egidi – in accordo con chi si candidò l’anno scorso alla segreteria provinciale Pd, per ricomporre quella divisione. C’era il 45% del partito fuori della direzione politica. Non ho mai pensato di legare quella vicenda al congresso regionale.

Certo, il lavoro non è completato e l’assemblea regionale di sabato può fornire indicazioni chiare su come rafforzare un’unità ancora più larga. Su questo aspetto non rifiuto il confronto, l’importante e’ che sia chiaro a tutti l’obiettivo: un Pd unito non tanto per noi quanto per la funzione che dovrà’ svolgere nella Tuscia. E che ci sia rispetto per chi lo tira avanti sul territorio e nei circoli”.

Ma si sta davvero costruendo l’unità del partito? Dopo questo accordo, le frizioni tra gruppi e nei gruppi sembrano acuirsi.

“Non ho mai avuto atteggiamenti di autosufficienza – dice ancora Egidi – il Pd è tale se risulta essere una comunità nella quale tutti si sentano a casa propria. Figuriamoci se il mio problema e’ marginalizzare chi con me ha collaborato sin dalla nascita del Pd.

Il problema è capire se “siamo tutti di un sentimento” e non perdersi in dispute astratte”.

Che dice a chi sostiene come il nuovo assetto della segreteria provinciale abbia penalizzato la mozione Bersani che ha vinto il congresso?

“Sono sciocchezze – afferma Egidi -, per com’è fatta la segreteria e per i ruoli ricoperti da Sonia Perà, Daniela Boltrini e Tolmino Piazzai, oltre che dal sottoscritto, visto che non sono l’ultimo arrivato”.

Tra poco si vota in comuni importanti della Tuscia e tra un anno tocca al capoluogo. E’ possibile immaginare un Pd in grado d’imporre una sua linea e un candidato sindaco a Viterbo capace di raccogliere consensi?

“E’ di questo che vorrei appassionarmi. Abbiamo alle spalle i risultati positivi del 2011. Stiamo lavorando a un quadro ordinato che ci consenta di guardare con serenità alle elezioni in molti comuni: Capranica, Tarquinia e Montalto. Poi c’è la sfida più avvincente, per come sono andate le elezioni nel 2007, Ronciglione. Abbiamo fatto le primarie, le abbiamo vinte bene e ora Sandro Giovagnoli guida una lista unita del centrosinistra. E’ questo il Pd che ho in mente, quello che si mette nelle condizioni per vincere”.

Viterbo sarà tutta un’altra storia. “Non è un caso se anche nel capoluogo stiamo lavorando a un nuovo assetto unitario e collegiale, non per spartirci qualcosa, ma per mettere in campo il Pd nel migliore dei modi.

Lo snodo di Viterbo è fondamentale.

All’assemblea ho proposto di costruire un grande appuntamento estivo del Pd utile a lanciare il progetto per la città e raccogliere attorno a noi un’alleanza sociale e politica.

Di questo dovremmo discutere, con tutto il rispetto per noi stessi, non esagerando su atteggiamenti di autolesionismo”.

Giuseppe Ferlicca


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16 marzo, 2012

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