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Riceviamo e pubblichiamo – Ferento, trasuda di storia e cultura, era una colonia Romana, sorgeva sull’altura di Pianicara, dove molto probabilmente, si insediarono gli sfollati della vicina città Etrusca Acquarossa, distrutta intorno al 500 a.C. ora adibita a discarica.
Oggi Ferento è il sito del nulla, importantissimo luogo archeologico segnalato su tutte le guide turistiche.
Queste sono le foto del noto sito, come possiamo notare c’è la desolazione assoluta (fotogallery).
Ferento fu definita “Civitas Splendidissima” com’è scritto in un’epigrafe di marmo rinvenuta nei pressi della città.
A visitare i resti della famosa città Romana forse dovremmo sperare in Topolino, Pippo, Paperino e Qui Quo Qua.
Ferento è chiuso, non esiste nemmeno l’ipotesi di un’apertura settimanale e vivendo in Italia non potevano mancare i lavori in corso (in verità sembrano in completo abbandono) la cui scadenza è fissata alla data del 12/03/2012 e che ovviamente sono fermi, forse, già da Flavio Romolo Augusto ultimo imperatore romano.
Ruggine, recinzioni fatiscenti e degrado totale e come da tradizione non poteva mancare l’immondizia, la nostra unica attrattiva turistica.
Possiamo solamente chiedere a tutti gli organi che hanno competenza sui siti archeologici di Viterbo, di non tenerli in completo abbandono ma di renderli fruibili e far rinascere l’economia di una città.
Non attivare la fabbrica turismo che produce gratuitamente ricchezza è un suicidio.
Marco Cataudella
Tuscia Vola
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