– Sulle Zitelle Giulio Marini ha fatto un bel tentativo, ma poco convincente.
Le esternazioni del sindaco secondo cui il Comune non ha affossato il progetto termale sulla Tuscanese per il semplice motivo che dal 2001 l’Itet non avendo più la concessione mineraria l’iniziativa è decaduta automaticamente, non convince per niente il vice capogruppo Pd Alvaro Ricci.
“Marini ricorda come nel 2001 la concessione mineraria sia scaduta – spiega Ricci – e nel 2004 il Comune abbia chiesto alla Regione d’ottenerla e utilizzarla per le ex terme Inps.
C’è una delibera approvata all’unanimità, ma stranamente l’Itet non la impugna e nel 2007 addirittura presenta un progetto di variante sempre termale. Quando già dal 2003 non aveva più la concessione.
Questo in qualche modo smentisce la teoria del sindaco Marini. Se la società avesse portato a compimento il progetto termale, la sub concessione è evidente che l’amministrazione comunale gliela avrebbe concessa”.
Quindi il destino delle acque alle terme Inps è tutt’altro che scontato. Si poteva ancora parlare di termalismo alle Zitelle.
“La delibera – prosegue Ricci – è giusto che sia stata approvata in quei termini. In quel periodo l’unico impianto di proprietà comunale era quello ex Inps, vedendo l’immobilismo dell’Itet dopo trent’anni, è stato chiesto alla Regione l’affidamento delle acque termali. Non poteva essere altrimenti, mi pare palese, ma in caso di un progetto serio, la società avrebbe avuto le risorse minerarie necessarie”.
Per Ricci non ci sono dubbi. “I privati hanno presentato progetti in variante – sostiene ancora Ricci – dopo avere perso la concessione e sono ricorsi pure al Tar contro l’Enac per i vincoli legati alla pista aeroportuale rispetto al progetto termale”.
L’idea della struttura ricettiva non è stata abbandonata, altrimenti il comportamento dei privati non ha senso.
“La nota dolente – conclude Ricci – è che il Comune ha deciso di chiudere il contenzioso con l’Itet approvando la delocalizzazione. Una decisione che doveva passare per il consiglio comunale. Adesso se viene bocciata, che succede? La competenza è del consiglio”.
Giuseppe Ferlicca
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