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Fabrica di Roma - I consiglieri Ornella Angeletti e Gian Carlo Piergentili intervengono dopo la festa dell'8 marzo

L’assessore Pacelli chieda scusa alle donne

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Ornella Angeletti

Ornella Angeletti

Riceviamo e pubblichiamo – Di fronte all’’aumento della violenza di genere, della mancanza di pari opportunità, di lavoro e di servizi, di fronte alla sempre più crescente richiesta delle donne di parità e di rappresentanza in tutti i luoghi dove si decide occorre fermarsi e riflettere e quest’’anno, per l’8 marzo (una data con una forte carica simbolica perché nata per ricordare le lotte e l’’impegno delle donne) le istituzioni di Viterbo e provincia, così come tutta la società civile, hanno risposto con iniziative importanti sul valore delle differenze e sull’’’approfondimento del ruolo e dei saperi del genere femminile, alla ricerca di un nuovo modo di stare insieme, donne e uomini.

Purtroppo l’’attuale amministrazione di Fabrica di Roma ha voluto e saputo distinguersi in questa giornata riproponendo un modello di “donna oggetto”, non pensante, che ha trovato forma ed espressione nella gara automobilistica “Trofeo Donna”, nei balli “caraibici” in piazza e nella passività dell’’offerta di dolci e mimose.

E ancora ha organizzato una mostra fotografica dove le firme erano esclusivamente maschili e che comunque è stata una mera esposizione di immagini, senza un percorso, senza un tema, senza spunti di riflessione.

Questo è stato il senso della giornata internazionale delle donne per l’’amministrazione di Fabrica di Roma: un “omaggio alla femminilità”, così è stata definita dal sindaco, mistificando il vero significato di questa data, e costruendo una rappresentazione delle donne basata sulla subalternità femminile e su un concetto di mascolinità ancora dominante, che sono poi “l’’humus” nel quale si alimentano e crescono l’’esclusione sociale delle donne e la violenza di genere.

La partecipazione a queste iniziative è stata bassissima a dimostrazione che la popolazione è più avanti di chi la governa, ma non è comunque accettabile che un Comune, un’istituzione pubblica ufficializzi e legalizzi la mercificazione dell’’immagine femminile, invece di ricercare nella data dell’’8 marzo una memoria collettiva che unisca la comunità e inizi a costruire nuovi modelli di relazione.

Ed è stata tolta la possibilità di esprimersi a voci diverse, negando lo spazio pubblico all’’unica associazione femminile di Fabrica di Roma che è stata la prima e l’unica a organizzare eventi per la ricorrenza dell’’8 marzo, così come in quella contro la violenza alle donne del 25 novembre; iniziative importanti, patrocinate da tutte le Istituzioni Provinciali e Regionali.

E ancora non decolla la consulta comunale per le Pari opportunità, già approvata dall’amministrazione precedente, ripresa dall’’attuale e non ancora nominata. E mentre molti Comuni della Provincia stanno deliberando per la costituzione delle consulte femminili, Fabrica di Roma, (che è stato il primo e fin’ora l’’unico comune ad averla istituita, grazie alla pressione delle donne che raccolsero quasi 500 firme per ottenerla), ne disattende le funzioni, come se questo organismo non esistesse, come se non fossero arrivate numerose richieste di partecipazione di associazioni, sindacati e singole cittadine, come se non fosse dovere preciso dell’’amministrazione convocarla, in base al regolamento approvato all’unanimità e al successivo avviso pubblico.

In tutto questo emergono il silenzio e l’invisibilità dell’’assessore alle Pari opportunità Maria Rosaria Pacelli che è scomparsa, non si sa se per indifferenza o per imbarazzo, ma della quale comunque non si conoscono né pensiero né azioni: in vece sua parla il sindaco.

Eppure questa amministrazione le ha conferito con decreto sindacale a novembre del 2011 la delega alle” Pari opportunità e il mandato per gli adempimenti relativi alla” Consulta per le Pari opportunità tra uomo e donna”, ma non ci sembra abbia svolto fin’ora le funzioni che con questa delega le sono state attribuite, né in questa occasione né in altre.

Certamente non le ha svolte quando ha organizzato o comunque accettato le iniziative per un 8 marzo imperniato di luoghi comuni e di stereotipi femminili certo non funzionali ai concetti di parità e di pari opportunità che il suo incarico dovrebbe sempre e comunque avere presenti e che dovrebbero indirizzare ogni sua scelta politica e istituzionale.

Non le ha svolte quando è stata chiesta da questa lista una presa di posizione, che non c’’è stata, nei confronti della minacciata chiusura del centro antiviolenza Erinna.

Non le ha svolte non esprimendo sostegno a un’’associazione femminile, unica nel territorio, che conosce bene e di cui sa l’’impegno e le capacità.

E non le svolge non impegnandosi per l’’immediata realizzazione della consulta per le Pari opportunità, ignorando le candidature arrivate per la partecipazione, facendo mancare alle donne e alla cittadinanza tutta un’’occasione di crescita e cambiamento.

Pensiamo che sia necessario che l’’assessore Maria Rosaria Pacelli faccia un passo indietro per i motivi sopra esposti e per non aver saputo valorizzare, lei donna, le possibilità e le capacità che le donne del paese esprimono, non impegnando l’’amministrazione di cui fa parte in azioni positive nei confronti del genere femminile così come il suo ruolo di delegata alle Pari opportunità richiede, accettando con il suo silenzio che vengano trasmessi messaggi scorretti e discriminatori nei confronti delle donne stesse (vedi il Trofeo Donna) e soprattutto per la mancata attuazione della consulta per le Pari opportunità come strumento di partecipazione e di crescita per tutti e che chiediamo venga immediatamente convocata.

Maria Rosaria Pacelli, assessore con delega alle Pari opportunità, chieda scusa e si dimetta.

Ornella Angeletti
Gian Carlo Piergentili
Consiglieri comunali della Lista civica “Fabrica Pulita” – Pd


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17 marzo, 2012

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