– “E’ stato solo un inghippo organizzativo”.
Così Aldo Fabbrini commenta l’invalidazione della sua elezione a presidente del partito democratico.
“Non c’è nessun problema politico – spiega Fabbrini -. L’elezione si era svolta in modo tranquillissimo e soprattutto con una maggioranza schiacciante che dimostra come la linea del segretario regionale Gasbarra sia ormai quella predominante e stia riuscendo a riunificare l’intero partito”.
Eppure i numeri non c’erano. O meglio la maggioranza sull’avversario c’era, poiché Fabbrini ha ottenuto 99 voti e Cristiana Antonelli solo 29, ma per rendere valida l’elezione avrebbero dovuto votare per Fabbrini il cinquanta per cento più uno degli aventi diritto che sono 219.
“E’ vero i numeri non ci sono stati – precisa Fabbrini – ma questo dipende da un semplice inghippo organizzativo. Abbiamo inoltrato gli inviti solo per email e poi la data del voto era stata già spostata di una decina di giorni per colpa del maltempo. A tutto questo c’è da aggiungere che si votava in un’ora soltanto, per giunta alle 18,30 di un giorno feriale e che circa 20 aventi diritto sono parlamentari o comunque persone che ad appuntamenti del genere è difficile che vengano. Nonostante tutto, più di 130 persone erano a votare, non mi pare proprio poco”.
L’elezione poteva comunque essere regolare se la commissione avesse usato l’altro sistema di elezione possibile in questo caso, ovvero quello della delega palese. “Potevamo utilizzare il sistema che si usa a livello regionale – continua Fabbrini – nel quale si vota a delega palese e la nomina avviene a maggioranza effettiva, ma abbiamo preferito optare per la votazione segreta perché, visto c’era anche un altro candidato, ci sembrava giusto dare libertà e segretezza ai votanti sapendo del resto che all’interno del partito siamo in netta maggioranza e che l’elezione sarebbe stata praticamente stata scontata”.
Nessun problema politico, quindi, secondo Fabbrini. “Mai il Pd è stato tanto unito come in questo periodo – aggiunge -. Siamo tranquillissimi e sappiamo bene che questo piccolo problema di organizzazione ha solo fatto slittare l’elezione di una settimana. Io stesso quando mi sono reso conto dei numeri ho inviato un messaggio ai membri della direzione per invitarli a rifarla per dimostrare assoluta trasparenza. Certo non nego che sapendo già quale sarà il risultato la considero un po’ una perdita di tempo. Questa settimana, la minoranza del partito, poteva utilizzarla per iniziare il lavoro vero e avanzare delle proposte”.
La nuova data è stata fissata per lunedì 12 marzo dalle 15 alle 20. “Lunedì prossimo i numeri ci saranno – conclude Fabbrini – non ho dubbi. Non abbiamo difficoltà a chiamare tutti quelli che servono e lo dimostreremo. Magari invece di usare solo le email chiameremo i diretti interessati al telefono… Comunque ci tengo a precisare che questo non è un modo di mostrare i muscoli, anche perché credo che non serva.
Come ripeto il partito democratico è più che mai unito e la maggioranza è schiacciante, ma visto che dobbiamo rifare la votazione, la rifacciamo, e la gente verrà. Lunedì prossimo, però, visto che si tratta di una seconda chiamata alle urne funzionerà come un ballottaggio, quindi per l’elezione basterà la maggioranza classica”.
Francesca Buzzi
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