![]() Bagnaia |
Riceviamo e pubblichiamo – La frazione di Bagnaia è sempre più abbandonata dall’amministrazione Marini, e l’unica alternativa sono i municipi nelle circoscrizioni.
Nell’autunno 2010, insieme a un amico, ho avuto un incontro con Romolo Rossetti sul problema dell’ufficio anagrafico di Bagnaia, che da lì a qualche mese, con il pensionamento dell’unico addetto, rischiava la chiusura. Dopo aver ascoltato le nostre rimostranze nelle quali sostenevamo come non si potesse mettere in difficoltà migliaia di cittadini, alcuni per motivi di età chi senza patente, che avrebbero avuto seri problemi a recarsi a Viterbo per ottenere certificati, carte di identità, ecc…
Lo stesso ci rispose che sia per mancanza di personale che per i pochi certificati richiesti non era remunerativo tenere aperto un ufficio e l’unico che aveva un senso per tenerlo in funzione era quello di San Martino perchè aveva molti morti.
Dopo qualche giorno abbiamo incontrato l’assessore Bartoletti che dopo aver parlato con il dirigente ci disse che avrebbero controllato i certificati prodotti dall’ufficio. L’ufficio è rimasto aperto a singhiozzo mentre dovrebbe essere aperto dal martedì al venerdì solo la mattina dalle 9,30 alle 12.
Ma veniamo all’ultima novità: l’ufficio anagrafico di Bagnaia non fa le carte d’identità quindi diminuisce il lavoro. Allora a questo punto che facciamo lo chiudiamo? Costringendo i cittadini che possono muoversi a fare file interminabili presso gli uffici di Viterbo? Producendo gravi disagi alle persone più anziane e ai viterbesi?
Credo che sia uno dei certificati più richiesti, ma se qualcuno spera che si dica che a questo punto è meglio chiuderlo si sbaglia di grosso. I bagnaioli vogliono un ufficio anagrafico efficiente e se l’impiegato, non può firmare le carte di identità, può certo raccogliere tutti i documenti necessari e portarli all’ufficio di Viterbo come faceva il compianto Luciano Mordecchi.
Oltretutto, ieri, 10 aprile, alle 10,50 presso gli uffici anagrafici di Viterbo in via Garbini le persone che arrivavano erano costrette ad andarsene perché erano stati tolti i numeri per la fila (alle 12 l’ufficio chiude) e c’era tanta di quella gente da non riuscire a fare i documenti a tutti. Nel pomeriggio la stessa cosa: i numeri sono stati tolti alle 15,30 (orario di chiusura alle 16,45) e con un impiegato che stava servendo il numero 16, ma c’erano persone presenti fino al numero 38.
Vedete voi se queste è un servizio alla comunità decente. Per questo e per altri motivi, tutti molto sentiti dalle popolazione delle frazioni, chiediamo l’istituzione dei Municipi, così sapremo risolvere i nostri problemi, visto che alcuni consiglieri comunali non capiscono la differenza di storia e tradizioni che ci separa da Viterbo.
Mauro Cencioni
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