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Viterbo - La Cna parteciperà alla fiaccolata per denunciare il grave stato delle imprese

“Crisi, le istituzioni non possono restare immobili”

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Melaragni e Pieri alla manifestazione Le voci della crisi (Cna)

Melaragni e Pieri alla manifestazione Le voci della crisi (Cna)

– Imprenditori e lavoratori uniti per ricordare le vittime della crisi economica e chiedere alle istituzioni di sostenere chi ha ancora il coraggio di guardare al futuro. Accadrà mercoledì prossimo, 18 aprile, a Roma. Alle ore 20, in piazza della Rotonda, si terrà la fiaccolata silenziosa organizzata unitariamente dalle associazioni imprenditoriali e dai sindacati. Cna Lazio è tra i promotori della manifestazione. Efficace lo slogan scelto: “SilenziosaMENTE. Per rilanciare l’economia e non dover più assistere ai suicidi per il lavoro”.

“Parteciperà anche una delegazione della Cna di Viterbo”, annunciano Angelo Pieri e Luigia Melaragni, rispettivamente presidente e segretaria provinciale dell’associazione, che l’altro giorno sono intervenuti alla riunione della presidenza di Cna Lazio, convocata per un confronto sulle proposte che saranno al centro dell’iniziativa.

“Vogliamo richiamare l’attenzione sul dramma di chi si è tolto la vita perché schiacciato dal peso di non poter onorare i propri impegni con banche e fornitori o dalla preoccupazione per aver perduto il posto di lavoro”, si legge nel documento unitario, dove si denunciano l’allungamento a dismisura dei termini di pagamento nelle transazioni commerciali con la pubblica amministrazione, con conseguenze pesantissime sulle piccole e medie imprese, strutturalmente e finanziariamente più deboli, e il credit crunch, “che si manifesta sotto forma di razionamento del credito, innalzamento del suo costo e richiesta di garanzie più pesanti”.

“La situazione è diventata, in effetti, insostenibile -sottolineano Pieri e Melaragni-. Proprio in questi giorni, la Cna nazionale ha presentato i risultati di una ricerca Swg-Cna sui ritardi nei pagamenti. E’ emerso che gli Enti pubblici italiani sono i peggiori pagatori d’Europa, con un tempo medio di pagamento di 180 giorni: ai 90 giorni di scadenza prevista in fattura (il lasso di tempo in assoluto più ampio in Europa) si sommano i 90 giorni di ritardo medio rispetto al termine contrattuale (il dato peggiore dopo quello della Grecia, dove il ritardo è di 108 giorni). Intanto, la domanda interna continua a crollare e le aziende si rivolgono alle banche soprattutto per sostenere le spese, per far fronte a problemi di liquidità. Le istituzioni -dicono- non possono restare immobili”.

Il 18 saranno presentate precise proposte. La prima riguarda l’impegno degli Enti locali in un “patto d’onore” nei confronti dei fornitori, per garantire pagamenti regolari da adesso in poi e una rapida chiusura dei debiti pregressi. Si pongono altresì all’attenzione delle istituzioni l’introduzione di forme di compensazione tra crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione e debiti di natura tributaria e contributiva a carico delle prime; l’ottimizzazione e la razionalizzazione della filiera del credito; la valorizzazione del sistema dei Confidi attraverso il rafforzamento del loro patrimonio; l’incentivazione del venture capital nelle imprese di più piccola dimensione, per favorirne la ricapitalizzazione e renderle meno fragili.

Il documento sarà consegnato ai rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali.


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13 aprile, 2012

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