Riceviamo e pubblichiamo – Come responsabile del Forum Cultura del Partito Democratico, mi sento in dovere di rispondere alle affermazioni dell’assessore Fraticelli che, preso dal “mea culpa”, ha frainteso il senso del mio comunicato stampa. Le mie riflessioni non mirano né a strumentalizzazioni né a qualunquismi. Innanzitutto mi pare che sia un dato di fatto che sia stata la destra a governare tutti i livelli di governo negli ultimi anni e fino ad oggi (a meno che io non abbia vissuto da qualche altra parte!).
Il problema è focalizzato invece su un altro aspetto, cioè su quello che non è stato fatto per quei cardini della cultura viterbese che versano in condizioni pietose. Ben vengano iniziative come lo “Smontalibri”, sarebbe grave se non ci fossero neanche queste. Il problema però è molto più ampio, ovvero della completa assenza di un piano culturale mirato ed efficace. Lodevoli le singole e sporadiche iniziative che vengono promosse dalla Provincia, ma cosa si fa, per esempio, quando il Cinema Trieste di Viterbo chiude? Quale funzione di coordinamento e confronto si mette a disposizione?
Di certo la scusa dei tagli non può essere un alibi per giustificare (e qui vorrei proprio insistere) il degrado di Castel d’Asso, della Bella Galliana, della Via Amerina, della Via Francigena; per questi ultimi “attrattori culturali” (mi si lasci la licenza di utilizzare una vecchia definizione data dalla Regione Lazio e poi stranamente cancellata dai memoriali) l’impegno della Provincia dovrebbe essere costante e continuativo, lo ripeto, principalmente nei termini di coordinamento endi costruzione di opportunità. Questi citati sono capisaldi della cultura di tutta la Tuscia, fanno parte di qualcosa che va ben oltre un semplice finanziamento (che com’è accaduto per il Parco di Vulci, stanziato e poi dimezzato; mi chiedo cosa si sia fatto per evitare ciò?).
Attrattori di cui non ci si può ricordare solamente durante la settimana della cultura, ma di cui si dovrebbe avere un’attenzione particolare 365 giorni all’anno. Per fare un esempio, il sito archeologico di Ferento è abbandonato a se stesso; i turisti, una volta arrivati sul posto, quando scoprono di non poterlo visitare, a mali estremi decidono di scavalcare recinzioni rugginose e fatiscenti e di addentrarsi in mezzo alle sterpaglie per vedere le terme o il teatro (escludendo naturalmente la settimana della cultura, dove per fortuna ci sono associazioni che hanno a cuore il territorio e che operano in tal senso); stranamente il sito archeologico di Ferento non è comparso sulla scena culturale della Tuscia nell’ultimo anno (quando i tagli ai finanziamenti sono stati scandalosamente drastici), di certo gli sventurati turisti, amanti dell’archeologia, una volta sopravvissuti ai rovi, possono almeno tornarsene a casa con un bel cestino di more raccolte a ridosso del teatro, in ricordo della bella esperienza.
Mi fa piacere comunque apprendere, dalle parole dell’assessore, che i nostri obiettivi coincidano , in particolar modo quando afferma che “ la cultura sia un’importante opportunità di crescita”, appare però evidente che il modus operandi fin qui applicato non sia stato poi così efficace. Nessuno ha la presunzione di avere una medicina in tasca per la soluzione immediata dei problemi, però dinnanzi a tale convergenza di idee e a tale emergenza culturale perchè non avere il coraggio di coinvolgere costantemente le associazioni culturali e gli operatori del settore, gli amministratori e l’Università, in un tavolo di discussione costruttivo che possa far fronte all’emergenza culturale che attraversa tutta la Tuscia?
Forse ragionando di più e meglio con chi la cultura la “costruisce” tutti i giorni, tra qualche mese non sentirà più l’esigenza di rispondere utilizzando un atteggiamento un po’ troppo sulla difensiva.
Francesca Romana Sabatini
Federazione Provinciale Pd – Forum Cultura
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