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Bolsena - Giampiero Giordano, presidente dell'associazione Amici del Cuore di Orvieto scrive a Dottarelli

Defibrillatori, il sindaco venga a imparare da noi

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Bolsena

Riceviamo e pubblichiamo – Carissimo sindaco,

non mi interessano assolutamente le dispute paesane e meno che mai le dispute  politiche,  che mi sembrano, ahimé, più partitiche che politiche.

Capisco lo stato d’animo del presidente della società sportiva di fronte ad una serie incredibile di lutti che hanno funestato il mondo dello sport “importante” ma che ovviamente non risparmia di certo lo sport che non va sui giornali.

Mi stupisco che lei non abbia plaudito l’iniziativa dello sport e non si sia fatto artefice di una crociata a favore di uno strumento che compendia sentimenti importanti, come sensibilità verso cittadini e turisti, come senso della comunità, come altruismo, come modernità tecnologica, ed anche come straordinaria opportunità turistica.

Eppure con Orvieto citta cardioprotetta ha un esempio a poche decine di chilometri.

Ci venga a trovare e ci studi come ha fatto il Comune di Ciampino e come stanno facendo numerosi altri comuni.

Siamo disponibili a presentare il lavoro dell’associazione Amici del Cuore di Orvieto – Orvieto cittacardioprotetta.

Devo dire che la piazza della vostra splendida cattedrale dovrebbe avere un defibrillatore, come dovrebbero averli i campeggi, gli alberghi, ecc.

Ma la ragione del mio intervento è una sola e non potevo, per rispetto al nostro impegno, non intervenire.

I nostri dodici defibrillatori posizionati in Orvieto centro sono tutti collocati all’esterno in apposite teche ed hanno resistito alla neve ed al gelo dell’inverno. Per quanto riguarda gli atti vandalici dobbiamo dire che sono ovviamente possibili.

Il costo dei defibrillatori che abbiamo posto ad Orvieto è assolutamente contenuto per cui un eventuale furto non produce di certo danni irreparabili. Sono convinto che una società assicuratrice sarà ben lieta di offrire una assicurazione di un bene di circa mille euro di valore.

Visto poi che la filosofia del defibrillatore è la filosofia della defibrillazione delle aritmie causa dell’ arresto cardiaco nel minor tempo possibile (dopo un minuto il 90% di successi, dopo dieci minuti nessun successo) lo strumento dovrà essere posizionato in modo che sia raggiungibile nel minor tempo possibile. Quindi, non portoni, nè porte, ne armadietti, ne chiavi.

Deve essere lì, pronto e disponibile per chi ne avesse bisogno e non ha tempo da sprecare. Speriamo che ciò non avvenga mai, ma 70.000 italiani sono colti da arresto cardiaco al ritmo di uno ogni 8 minuti.

Speriamo che i cittadini tutti, buoni e meno buoni, li rispettino. Anzi diventino laici di rianimatori di primo soccorso. Non possiamo fare altro.

Ma che si tratti di una delle iniziative più belle, più illuminate, più ricche di altruismo e generosità è certo. Tutto il resto conta poco. Si rischia solo di salvare una persona…

Cordiali saluti

Giampiero Giordano
Presidente associazione Amici del Cuore di Orvieto


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28 aprile, 2012

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