– Università inesistenti, master fasulli e siti web che li pubblicizzavano. In un’unica parola: truffa ai danni di giovani alla ricerca di una specializzazione in più.
Protagonista della truffa – come riporta il Corriere della sera – un “docente” dell’Università degli Studi della Tuscia che, approfittando del suo incarico, riusciva a coinvolgere aspiranti alla frequenza di fantomatici corsi di specializzazione post-universitaria. Il raggiro è stato scoperto dagli uomini del Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza nell’ambito di un’indagine condotta dal procuratore aggiunto di Roma Alberto Caperna.
In realtà, come precisa l’Università della Tuscia, l’uomo in questione non era un docente di ruolo ma “ha avuto negli anni trascorsi solo un breve contratto di collaborazione – si legge nella nota dell’ateneo viterbese -, esaurito il quale non fu mai rinnovato”.
I corsi che venivano pubblicizzati tramite siti, tutti già oscurati, riguardavano il diritto di famiglia civile e penale, quello in diritto comunitario del lavoro e processuale o ancora in diritto del lavoro e processuale amministrativo. Per i corsi veniva chiesto fino a mille euro.
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