Riceviamo e pubblichiamo – A distanza di qualche giorno, è il momento forse di trarre alcune conclusioni da una iniziativa che ha visto una partecipazione di base spontanea, ricca e stimolante, con centinaia di cittadine e cittadini scesi per le strade e le piazze di Viterbo a rivendicare, civilmente e allegramente, un sostanziale cambiamento della politica culturale viterbese, per chi ne usufruisce e per chi la produce.
E’ stata una manifestazione apolitica e antipartitica, come qualche commentatore ha voluto sottolineare? Certo, chi tra i partiti e i politici viterbesi ha la coda di paglia si è giustamente risentito: è stata certamente una manifestazione contro. Contro la chiusura del Cinema Trieste, scandalosa perché ultimo baluardo in una città dove gli spazi culturali si sono ridotti fino alla sparizione, e ingenerosa perché la Comunità (alias Lo Stato) che ha contribuito finanziariamente alla conservazione di quel locale e che ha ceduto anche uno spazio già pubblico alla Parrocchia (attuale campo di Pallacanestro) si sarebbe attesa una risposta diversa. Contro una Amministrazione che ha permesso il degrado culturale della città. Contro i Partiti che, presenti in Consiglio comunale, non hanno saputo avanzare proposte serie e concrete.
Ma limitare la Manifestazione a questo suo “ essere contro qualcuno o qualcosa” ne sminuisce la vera dimensione: i manifestanti hanno voluto dichiarare apertamente che non intendono più delegare nessuno, vogliono partecipare alle decisioni, rivoluzionando il rapporto con le Istituzioni, secondo la lettera e lo spirito della Costituzione che, per esempio, non assegna ai Partiti e alle Istituzioni un ruolo di sostituzione, ma di promozione della democrazia diretta. Questo, secondo noi, è il senso di quella Manifestazione.
Noi del Partito della Rifondazione Comunista abbiamo aderito e partecipato come semplici cittadini alla manifestazione, e vogliamo ringraziare i promotori, in primis l’Arci, per averci offerto l’opportunità di condividere una battaglia per un bene comune qual è la cultura. Però, come cittadini iscritti ad un Partito, sentiamo il dovere di rivolgerci al nostro rappresentante in seno al Consiglio Comunale perchè renda conto di quello che ha fatto e intende fare nel merito. Ufficialmente non abbiamo un rappresentante, ma il consigliere di Sinistra Ecologia Libertà, essendo stato eletto nella lista dell’Arcobaleno anche con i nostri voti, dovrebbe rappresentarci adeguatamente ; ed è a lui che ci rivolgiamo, chiedendo prioritariamente di convocare le Forze politiche che lo hanno eletto per dare una risposta unitaria alle esigenze avanzate dai manifestanti.
Chiediamo inoltre a lui di presentare un Ordine del Giorno in Consiglio Comunale, dopo averlo concordato con le Associazioni, i Movimenti e i cittadini protagonisti del Funerale della Cultura, per dare soluzioni immediate per la riapertura del Cinema Trieste e programmare iniziative culturali sul territorio , chiedendo alle Istituzioni non solo la disponibilità ad offrire spazi, ma anche e soprattutto di collaborare con le realtà associative presenti nel territorio in favore della promozione-produzione della cultura a Viterbo, un città dove ormai le culture sono “diverse”, e c’è bisogno di produrre-sperimentare nuove forme per una cultura che nasca dal loro incontro.
Partito della Rifondazione
Comunista Circolo di Viterbo – Giovani Comunisti
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