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Viterbo - Degrado a Valle Faul a due passi dal centro

Grotte etrusche usate come case e latrine

di Giuseppe Ferlicca
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Grotte etrusche trasformate in cas

Luisa Ciambella

Luisa Ciambella (Pd)

– Vicini a noi invisibili. Basterebbe superare quel pratino così ben curato a valle Faul, sarebbe sufficiente abbassare lo sguardo (fotocronaca).

In alto la cinta muraria perfettamente restaurata, in basso, degrado, sporcizia e abbandono totale. Una landa desolata e disperata dove trovano rifugio persone che hanno fatto delle grotte la loro casa, fuori da ogni controllo. In una situazione di tale degrado, che al confronto la torre della Bella Galiana sembra un albergo a quattro stelle.

A pochi metri da valle Faul, da abitazioni, locali notturni, un luogo dove anche la sicurezza è questione sfuggente. E’ più comodo fissare lo sguardo altrove, restare ammirati dal prato verde, piuttosto che guardare una nera realtà. Gente che vive nelle grotte etrusche, qualcuno come può, altri ingegnandosi. C’è chi ha messo una porta e si è organizzato con tanto di riscaldamento. Non mancano i servizi. Una grotta funziona da bagno pubblico. Latrina a cielo aperto. Con un livello d’igiene facilmente immaginabile.

A pochi metri, l’Urcionio. Che svolge una sua funzione ben precisa: discarica a cielo aperto. Pochi passi in questo mondo invisibile fanno crollare le proprie certezze. Siamo ancora a Viterbo o in una favelas? Con tante scuse per chi vive in una favelas. Lì le condizioni sono decisamente migliori.

“Qui – spiega Luisa Ciambella, consigliera comunale Pd – ci vivono uomini e donne nell’indifferenza dei più. Sono arrivati persino ad arredarle le grotte etrusche, mettendo porte e dotandosi di rudimentali sistemi di riscaldamento”.

Un paio di persone mentre giriamo si avvicinano anche a parlare. “Colpisce il loro essere fuori dal mondo – continua la consigliera -. Sono contenti di starci, addirittura vorrebbero recintare tutto, pulire la zona e mettere giochi per bambini”.

Ammesso che i più piccoli riescano a resistere durante il giorno alla puzza e alla sporcizia, la notte per loro sarebbe proibitivo rimanerci.

“Due raccontano di come le sere, soprattutto d’estate – continua Luisa Ciambella – la zona pulluli di spacciatori, anche una trentina nella stessa serata”. E non è tutto. “Ci raccontano di furti da parte di tossici e ubriachi. Ci dicono che non possono vivere tranquilli perché c’è pure chi ha sottratto loro i cani per mangiarseli”. Desolazione.

“Tutto questo accade a Viterbo – spiega l’esponente Pd – un altro fallimento dell’amministrazione Marini. Solo qualche giorno fa il sindaco sosteneva come per consolidare le mura e recuperare le torri servano finanziamenti ingenti, oggi gli chiedo, per aiutare persone ai margini della nostra società e impedire un simile scandalo sociale e igienico sanitario cosa ci vuole? Un miracolo? Parliamo tanto di sicurezza, pure con un consiglio straordinario, poi facciamo finta che spacciatori non esistano, che persone senza sostentamento si appoggino lì”. Una baraccopoli in una delle zone più belle di Viterbo.

“Chiedo a Marini d’intervenire immediatamente – prosegue Luisa Ciambella –, evitando di procurare altro male a chi già soffre. Chiedo ai servizi sociali d’occuparsi di queste persone. Questo posto d’aggregazione per chi spaccia va chiuso. Il primo cittadino se ne occupi con tutti gli strumenti a sua disposizione. Riferisca in consiglio e porti, come chiesto a seguito del mio intervento sulla Torre di Galiana, tutti i progetti di bonifica della zona presentati in comune. Dia un segnale di serietà a Viterbo, almeno su temi così drammatici”.

Giuseppe Ferlicca


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16 aprile, 2012

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