Riceviamo e pubblichiamo – Sono in migliaia gli italiani rimasti senza stipendio e senza pensione. Nel Viterbese, sono alcune centinaia tra esodati (i lavoratori che sono stati allontanati dalleimprese in vista del prepensionamento ma che hanno perso i requisiti per ilritiro dal lavoro dopo la riforma delle pensioni dello scorso dicembre, soprattutto in seno a Poste Italiane) e cassintegrati del distretto ceramico di Civita Castellana a iquali stanno per terminare gli ammortizzatori sociali senza che abbiano alcuna prospettiva di lavoro o aiuto al reddito. Per difendere il loro futuro e chiedere una soluzione allo scandalo delle ricongiunzioni onerose, Cgil, Cisl e Uil scenderanno in piazza a Roma venerdì 13 aprile.
La Cgil, riportando alcune stime provvisorie dell’Inps, ha sottolineato che oggi sono oltre 65mila le persone senza stipendio e senza pensione, provenienti da numerosi settori: dal metalmeccanico (4.391) a quello edile (187), dal settore farmaceutico(1029) a quello dei servizi (2525), al trasporto aereo (5000). “A tutte queste persone – spiega Miranda Perinelli, segretario provinciale della Cgil – non si può negare la pensione, per questo chiediamo che per i lavoratori posti inmobilità o in esodo non si applichi l’incremento dell’età relativo allasperanza di vita e che per gli esodi l’esenzione sia estesa anche a tutti coloro che, in base ad accordi sottoscritti nel 2011, cesseranno dal lavoro in data successiva al 31 dicembre 2011”.
Inoltre, secondo i sindacati, restano ancora aperti i problemi relativi alle ‘ricongiunzioni onerose’ presso diverse gestioni previdenziali, a seguito della cancellazione effettuata dalla legge 122/2010 di una serie di norme che consentivano ai lavoratori del settore privato e del settore pubblico di chiedere la costituzione della posizione assicurativa o la ricongiunzione gratuita della contribuzione in un unico fondo. “A partire dal luglio del 2010 – denuncia Perinelli- a questi lavoratori per poter andare in pensione vengono imposti oneri di ricongiunzione estremamente gravosi che, in molti casi, raggiungono addirittura l’importo di centinaia di migliaia di euro, con la conseguenza che molte lavoratrici e molti lavoratori, non potendo pagare, si trovano nella condizione di non aver diritto a pensione”.
Tre i pullman organizzati dalla Cgil e in partenza dalla Tuscia per partecipare al corteo nella Capitale, che partirà da piazza Esedra alle 9.30 e arriverà a Piazza SS Apostoli dove parleranno i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. “L’autobus da Viterbo partirà alle 7 – spiega Perinelli –da via Saragat, proprio di fronte alla sede del sindacato. I due pullman daCivita Castellana partiranno invece alle 8 dal piazzale antistante la caserma dei carabinieri”.
Cgil
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