Riceviamo e pubblichiamo – Nel 2009 funzionari Metro si presentarono a Vignanello per richiedere la realizzazione di una sottostazione elettrica. Il tutto scaturiva dall’esigenza di potenziare la linea ferroviaria Roma, Civita Castellana, Viterbo. Finalmente, così ragionò l’Amministrazione, si dava seguito alla necessità oggettiva di ammodernare e velocizzare la mobilità su ferro che collegava Viterbo a Roma centro passando per Vignanello.
Il tutto inserito in un contesto infrastrutturale a servizio dell’Aeroporto avrebbe giovato all’economia del Paese grazie al flusso turistico. Inoltre avrebbe servito chi oggi è costretto ad andare ad Orte a prendere il treno per raggiungere Roma in tempi ragionevoli. Insomma avrebbe avvicinato Vignanello a Roma.
La realizzazione di tale stazione sarebbe dovuta avvenire nel fabbricato esistente di proprietà Metro che oggi ospita gli anziani. Iniziò un faticoso braccio di ferro con la Metro perché il Comune risultava concessionario del fabbricato in questione e per giunta, a fronte di un finanziamento regionale, aveva già espletato la gara d’appalto per la sua trasformazione in casa delle culture.
Chiesi alla Metrodi trovare altre soluzioni, in primis lo spostamento fuori del centro abitato, per evitare l’inizio di controversie legali tra Comune, Metro e società aggiudicataria dell’appalto.
Il resto è cosa nota, ma voglio puntualizzare sul perché a Vignanello e non a Vallerano dove la stazione è fuori dal centro abitato. A Vignanello siamo di fronte a una stazione principale d’incrocio e c’è lo scambio da alimentare con tensione e a Vallerano no!
Tutto il resto sono chiacchiere e questa, e soltanto questa è la versione ufficiale e vera.
Il problema sui rischi per la salute fu affrontato in consiglio e prima durante l’istruttoria della pratica, però a fronte di una richiesta esclusivamente edilizia della METRO non rimaneva che informarsi con gli organi competenti (Provincia e Arpa) sull’iter da seguire nel momento in cui ci sarebbe stata la realizzazione e messa in esercizio della sottostazione. E così è stato.
Oggi non posso che essere vicino al comitato spontaneo che si è costituito, comprendendone le giuste e legittime rivendicazioni e paure. Però mi corre l’obbligo di dire che un amministratore non può usare la discrezionalità come modus operandi e deve assumersi le proprie responsabilità. Il principio sacrosanto di precauzione preventiva può e deve essere utilizzato nel momento in cui esiste incertezza su un qualcosa di definito e definibile ma non è possibile fare un processo sommario alle intenzioni visto che noi abbiamo autorizzato esclusivamente un immobile vuoto…
Comunque, oggi come allora c’è l’impegno e l’obbligo di tutelare la salute pubblica e questo faremo mettendo in atto tutto ciò che è in nostro potere quando l’istallazione della strumentazione elettrica di trasformazione non sarà un miraggio ma si paleserà, se mai si paleserà visto che oggi la Regione ha finanziato esclusivamente l’immobile.
Federico Grattarola
Sindaco di Vignanello
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