– “L’Imu potrebbe essere il colpo fatale per tante imprese a rischio sopravvivenza. Si adottino perciò misure volte a mitigare gli effetti distorsivi dell’imposta, specialmente sulle aziende piccole e micro”.
Luigia Melaragni, segretaria della Cna associazione provinciale di Viterbo, rivolge ai sindaci e ai capigruppo consiliari dei Comuni della Tuscia un appello dai toni preoccupati, evidenziando che “l’introduzione dell’Imu, assieme alla rivalutazione delle rendite catastali, produrrà un incremento di imposta superiore, spesso, al 100 per cento, determinando una situazione che vede particolarmente esposte le imprese. Queste ultime si troveranno spesso costrette a pagare una sorta di affitto supplementare”.
Ma la Cna non si limita ad esaminare i riflessi dell’applicazione dell’Imu. Nella lettera inviata oggi agli amministratori, mette sul tavolo una serie di proposte, con l’invito a concertare con le realtà economiche e sociali le misure da adottare.
Le indicazioni sono chiare: uniformare i regolamenti comunali, prevedere una differenziazione delle aliquote e una aliquota ridotta nel caso di immobili di proprietà delle aziende artigiane e commerciali utilizzati per lo svolgimento delle attività, nei primi due anni per le piccole imprese di nuova costituzione, per gli immobili locati ad attività commerciali e artigianali i cui proprietari riducano gli attuali canoni, per gli immobili ubicati nei centri storici e adibiti ad attività commerciali e artigianali così come per quelli invenduti, per un periodo non superiore ai tre anni dall’ultimazione della costruzione.
E’ auspicato, infine, il mantenimento delle altre agevolazioni ed esenzioni previste dalla normativa, come l’abbattimento dell’aliquota per i fabbricati inagibili e inabitabili.
“I Comuni possono variare l’aliquota base (0,76 per cento) in aumento o in diminuzione, sino a 3 punti (quindi da un minimo dello 0,46 per cento a un massimo dell’1,06 per cento), e ridurre l’aliquota ordinaria fino allo 0,4 per cento nel caso di fabbricati strumentali ad uso di imprese commerciali e artigianali. La riduzione dell’aliquota fino allo 0,38 per cento può essere concessa, inoltre, per gli immobili costruiti e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice. Il margine di manovra è, dunque, piuttosto ampio -osserva Melaragni-. Nei regolamenti per l’applicazione dell’Imu che dovranno essere approvati entro il prossimo 30 settembre, si prevedano dunque misure che consentano di rendere più equa ed equilibrata l’imposta”.
Adesso tocca ai Comuni esprimersi su queste proposte.
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