![]() Silvia Valentini Cna Cultura |
– E’ diffusa la rete delle imprese, dei professionisti e degli specialisti che operano nell’economia della cultura: dalla conservazione dei beni storico – architettonici all’artigianato artistico e al design, dalle arti visive allo spettacolo, alla gestione di teatri, siti archeologici, musei e delle tante attività che promuovono il territorio. Una ricchezza purtroppo sottovalutata. “C’è bisogno di immaginare un nuovo rapporto tra cultura e sviluppo. Soprattutto in un Paese che vanta il più importante patrimonio artistico e culturale al mondo e un insieme di saperi e tradizioni di straordinario valore, i beni culturali e l’intera sfera della cultura devono essere considerati una leva per la ricostruzione di una prospettiva, non settori marginali da tagliare”, affermano Angelo Pieri e Luigia Melaragni, rispettivamente presidente e segretaria provinciale della Cna.
Da questa convinzione, nasce l’ultima scommessa dell’associazione degli artigiani e dei piccoli e medi imprenditori: la costituzione di Cna Cultura. Pieri e Melaragni hanno affidato l’incarico per dare vita a questo nuovo soggetto (già presente a Roma) a Silvia Valentini, vicepresidente della Cooperativa Girolamo Fabrizio, realtà che si occupa della gestione di servizi culturali. Un compito impegnativo. “Mi auguro -dice Valentini- di saper bene interpretare la mission di Cna Cultura. Solo mettendo in rete le organizzazioni che operano nel campo dei servizi e delle produzioni culturali, si può incoraggiare l’avvio e lo sviluppo di imprese che contribuiscano alla crescita economica del nostro territorio, favorendo non solo l’avanzamento sociale e culturale quanto nuova occupazione nel settore. La cultura, infatti, deve rappresentare sempre di più, specialmente nella Tuscia, un punto di forza per l’economia locale”.
“Silvia Valentini collabora con noi, da alcuni anni, all’organizzazione della mostra concorso di artigianato artistico allestita al Museo della Ceramica. Con lei -sottolineano i dirigenti della Cna- condividiamo la consapevolezza delle potenzialità della cultura come fattore di innovazione e dell’esigenza di un processo di modifica dei paradigmi che regolano il ‘sistema cultura’. Ci vogliono non interventi spot ma obiettivi di medio/lungo termine e sinergie tra comparti, innanzitutto con il turismo, così come bisogna pensare a una forte interazione pubblico/privato”.
“Lavoriamo per un cambio di valori nello sviluppo economico. Nella Tuscia occorre valorizzare un universo che possiede grande energia, come hanno evidenziato le manifestazioni svoltesi nelle ultime settimane nel capoluogo”, concludono.
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