– Le previsioni di consumo in vista della Pasqua 2012 nel commercio alimentare al dettaglio sono pessimistiche.
I consumi pasquali, stando alle prime rilevazioni ed alle aspettative degli operatori, dovrebbero segnare il passo con significative contrazioni, soprattutto per i tradizionali prodotti come uova e colombe.
Le prenotazioni di pacchi regali e le prime vendite dei tradizionali prodotti segnano, infatti, un meno 10%.
Pesa in questo senso la banalizzazione di alcuni prodotti venduti sottocosto dalla grande distribuzione che così ne ha ridotto valore simbolico e prestigio.
Per quanto riguarda le carni, le ordinazioni vanno a rilento, risentendo della generale riduzione, anche per l’incertezza delle previsioni meteorologiche, mentre il consumo dell’abbacchio nostrano si è ridotto del 30% a favore di altre carni più economiche e provenienti dall’estero.
La Pasqua conferma dunque il quadro critico delle famiglie segnalato dalle rilevazioni Istat e dalle prime anticipazioni sui dati inflattivi di marzo che indicano l’inflazione al 3,3%, rispetto a marzo 2011, mentre l’indice per gli alimentari evidenzia un aumento dei prezzi di 2,5%.
In un quadro di forte inasprimento fiscale che colpirà le famiglie e di aumenti trainati dai carburanti (la benzina che sale del 25,5% su base annua e del 2% su base mensile; il gasolio del 18,6%) i consumatori sono sempre più oculati negli acquisti delle specialità alimentari anche in occasione di ricorrenze molto sentite.
Fortunatamente cresce l’interesse di coloro che hanno dichiarato che gli acquisti dei prodotti nel periodo pasquale saranno all’insegna del prodotto tipico locale di qualità, ma si registra un calo della spesa media per abitante che per le imprese corrisponde ad un calo di fatturato.
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