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Viterbo -

“Pd, il congresso un’occasione persa”

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Riceviamo e pubblichiamo – All’indomani dell’elezione del nuovo segretario regionale, il segretario provinciale di Viterbo ha ricomposto la segreteria seguendo principi matematici.

Una segreteria provinciale ulteriormente appesantita.

Probabilmente la strutturazione di questa segreteria, composta di volti visti e rivisti, dagli eterni noti, che come sempre limita fortemente la presenza femminile, non facilita l’attività del partito Democratico.

Mancano progettualità, idee nuove, volti freschi ( tranne un paio di eccezioni ), voglia di fare e di esporsi. Tutto questo, quando manca un anno alle elezioni comunali del capoluogo e di diversi comuni della provincia.

Non sono operativi i forum, mentre mancano quelli riguardanti l’ambiente e i diritti civili e delle minoranze, nonostante siano stati più volte richiesti.

Gli unici interventi degni di nota riguardano esclusivamente la composizione degli organi di partito e le vicende congressuali.

La vicenda congressuale, poteva essere l’occasione per eleggere una segreteria fresca ( Trevi e Benedetti sono nomi di assoluto rilievo ), per lanciare sia all’esterno sia all’interno del partito un chiaro segnale di cambiamento e rinnovamento.

Sono molti giorni che per mezzo giornali non si parla altro che di congressi, segreterie, possibili accordi.

Tutte le tematiche davvero importanti vengono accantonate o comunque non trattate nel giusto modo.

Il mio malumore nasce da una constatazione netta.

Ciò che la gente percepisce è che su i temi importanti che riguardano la vita comune, il Pd provinciale non abbia le idee molto chiare.

In questo periodo storico è impensabile non avere una linea chiara sulla gestione dei rifiuti, sulla problematica dell’arsenico e della Talete, sulla questione dell’aeroporto e dei trasporti in generale e su molte altre.

Ciò che mi rende davvero amareggiato, è la gestione della segreteria provinciale dei Giovani Democratici.

La relazione del nuovo segretario dei GD provinciale è stata una relazione banale, deludente.

Un discorso da vecchio funzionario di partito , un giovane che vuole fare l’adulto.

Non sarà di certo un’azione di stampo social-comunista a ricomporre quella frattura enorme tra i partiti e i nostri coetanei. Il sottoscritto, segretario del circolo Gemma Piacentini, viene informato delle iniziative organizzate dalla segreteria dei GD via facebook.

Questo atteggiamento oltre ad essere fastidioso e poco corretto, testimonia la voglia del segretario dei giovani di creare un suo piccolo cerchio magico, che un giorno forse lo aiuterà a diventare funzionario importante del partito comunista, ah no dimenticavo democratico, ma di certo non lo aiuterà a svolgere un lavoro serio come segretario dei GD.

Non abbiamo bisogno di un altro “ schiavo “ delle correnti o di qualche big , abbiamo bisogno di qualcuno che sappia far sognare, di qualcuno che sappia coinvolgere la generazione di cui facciamo parte.

Il metodo con cui è stato eletto denota l’idea di partito che si vuole.

Le primarie per i giovani democratici sono uno strumento indispensabile, e il non volerle fare testimonia di come si abbia paura della sconfitta.

Ma non della sconfitta nel partito, quella sarebbe rimediabile.

Io parlo della sconfitta che subiremmo dai nostri coetanei che non vedono nei giovani democratici dei loro referenti , ma semplicemente dei bamboccioni che aspettano di essere sistemati in qualche segreteria di partito.

Ciò che cercano i nostri coetanei è la voglia di ribaltare una situazione in cui ci vediamo subordinati a bisogni e ozi di generazioni vecchie e fallimentari. Provo a completare la sua relazione con tre temi che per me sono di assoluta importanza.

• Legge elettorale

• Questione Morale

• Lavoro Giovanile

L’Italia è un Paese vecchio. A molti può sembrare normale, ma il fatto di vivere in un Paese gerontocratico, in special modo nella selezione della classe dirigente, fa a cazzotti con la parola meritocrazia. Il rischio per i ventenni e trentenni di oggi è quello di essere una generazione “mancata”, che rimarrà fuori dal castello ad assistere al passaggio di consegne dalla generazione dei loro padri a quella dei loro figli. La soluzione più semplice è senza dubbio quella di ringiovanire la classe politica. Perché il ringiovanimento sia condizione non solo necessaria, occorre introdurre dei meccanismi di selezione che consentano di identificare i politici in base alle loro capacità e quindi è necessario cambiare questa legge elettorale vergognosa e inserire di nuovo la preferenza , dando la possibilità di scegliere il proprio candidato.

Il circolo Gemma Piacentini è stato l’unico nella provincia a raccogliere firme contro il Porcellum , il Gd provinciale no.

Mi sarei aspettato due parole sulla questione morale , sulla nuova questione morale che sta investendo questo paese. L’evasione fiscale sfiora i 130 miliardi , la corruzione circa 60. La classe dirigente attuale non può chiedere sacrifici a noi semplici cittadini . I cittadini non sono disposti a seguire nel sacrificio quei politici che sono causa del disastro economico.

Dopo 20 anni in cui la classe dirigente è sempre la stessa bisogna avere il coraggio di dire che dopo Monti si volta pagina. Non è pensabile che dopo un governo tecnico torneranno le stesse facce di prima, vale per il centrodestra e per il centrosinistra. Se sei stato in Parlamento per 30 anni in qualsiasi partito, quello che potevi fare l’hai fatto.

La mancanza di lavoro e di prospettiva ci sta uccidendo. La disoccupazione giovanile al 31 per cento è indicazione netta . Se non ci siamo accorti, dopo l’89 il mondo è cambiato ; ci sono circa 4 miliardi di persone che bussano alle porte , e fissarsi solo sull’articolo 18 è davvero cosa poco lungimirante.

Non si tratta di incoscienza giovanile. È che ormai ci siamo abituati all’in-certezza. All’assenza di luoghi e riferimenti certi. Ci siamo abituati al lavoro intermittente, assente e perfino alla transizione infinita. Senza stazioni di passaggio e senza destinazioni. Ci siamo abituati a fare affidamento sui genitori e la famiglia  –  finché dura. E su noi stessi. Ci siamo abituati a un’idea del futuro senza progetti e senza percorsi programmati. Idealisti con realismo. Anche l’angoscia è tutta nostra. Colpisce anche la società adulta e anziana. Coloro che hanno impostato la loro vita sul  futuro. E l’idea stessa di futuro sui giovani. Sul passaggio da una generazione all’altra. Colpisce il nostro lavoro e il nostro sviluppo, anch’esso sinonimo di futuro.

Questo tempo è nostro. Non bisogna aver paura , bisogna fare un passo in avanti.

Roberto Innocenzi


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2 aprile, 2012

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