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Viterbo - Il gruppo consiliare della Destra interviene sulla nuova tassa del governo Monti

Perché lucrare sulla prima casa, frutto di sacrificio?

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Riceviamo e pubblichiamo – Gli italiani hanno sempre avuto un rapporto privilegiato con la casa di proprietà, e le neo formate coppie lo hanno sempre visto come uno dei naturali passi da compiere della nuova famiglia, tanto che anche la costituzione, nell’articolo 47 ne auspica il raggiungimento inteso anche come forma di risparmio.

Oggi questo obiettivo, a causa della situazione economica mondiale, si è trasformato in una sorta di anelito irraggiungibile: difficoltà a trovare un lavoro, precarietà nel riuscire a mantenerlo e le nuove giovani coppie, ammesso che riescano a costituirsene, si trovano di fronte anche alla difficoltà di ottenere credito da parte delle banche.

Posto, tuttavia, che si sia riusciti ad arrivare all’agognato rogito, chi si è trovato nella condizione di comprare casa qualche mese fa, ora vede la sua proprietà svalutata del 20% grazie all’introduzione della nuova Imposta municipale unica (che, tra l’altro, arriva dopo la rivalutazione delle rendite catastali del 60%) alla quale sono soggetti tutti i proprietari di case e piccoli negozi.

Quindi, avendo comprato casa ed avendola pagata 100mila euro, oggi ci si ritrova ad avere, all’atto pratico, un valore di scambio di 80mila euro, vale a dire 20mila euro in meno dell’effettivo esborso, non pare anche a voi che questo già sia il pagamento allo stato di una superimu?

In buona sostanza, con la nuova tassazione, il cittadino proprietario delle mura tra le quali abita, si ritrova ad avere un duplice ruolo: affittuario della propria abitazione trovandosi a pagare, sottoforma di onerose imposte, l’”affitto” al comune con il dovere, però, di far fronte a tutte le spese ordinarie e straordinarie relative alla propria abitazione come ogni “normale” proprietario.

Ma è per tutti così? Assolutamente no: è prevista un’eccezione al pagamento dell’Imu per le proprietà delle fondazioni bancarie le quali non devono pagare l’imposta perché non hanno scopo di lucro!

Qualcuno è in grado di spiegarci dove è lo scopo di lucro nell’abitare casa propria, frutto del sacrificio della famiglia? Siamo, pertanto fortemente convinti della necessità che passi la legge sul mutuo sociale, proposta ed approvata all’unanimità in consiglio comunale e che la Regione proceda con la promozione di tale proposta di legge.

Gruppo consigliare “La Destra” del Comune di Viterbo


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24 aprile, 2012

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